Kras, una festa interminabile e ora parte il cantiere per la D

TRIESTE. Obiettivo centrato: il Kras torna nel Nazionale Dilettanti dopo averlo abbandonato per una sola stagione e la società di Repen conquista quel che si era proposto fin dai primi momenti seguenti proprio alla retrocessione dalla serie D. L’entusiasmo per quella prima promozione conquistata a sorpresa e qualche errore di valutazione sulle reali difficoltà del campionato avevano segnato il rientro tra i dilettanti ma, fin da subito, la società aveva dichiarato la voglia di riprendersi il posto perso: squadra rivoluzionata, pochi confermati, nuovo allenatore, anzi un ritorno, quello di Sergei Aleinikov e grande convinzione sull’obiettivo da raggiungere. Squadra sempre nelle prime posizioni ma solo nel finale ha messo la freccia fino alla partitissima con il Fontanafredda e poi via alla grande festa.
«Indimenticabile – dice il presidente Goran Kocman – e confesso che non mi sono ancora ripreso del tutto, come testimonia la mia voce… Abbiamo attraversatio tutto il comune sui trattori, poi il sindaco ci ha fatto issare la nostra bandiera sul municipio e per festeggiare ha “decapitato” lo champagne con la sciabola. La notte è stata davvero lunga e i tifosi ci hanno festeggiato alla grande».
I programmi sono una cosa, realizzarli sul campo, decisamente un’altra. «Non era facile tornar subito in serie D. Molti nuovi giocatori, qualcuno poi se ne è andato, qualcun altro è arrivato e ci abbiamo messo tutto il girone d’andata per capire bene le cose da fare: direi però che alla fine abbiamo vinto meritatamente. Il segreto? La compattezza della squadra, anche nei momenti più delicati e la calma, la tranquillità e la lucidità di Aleinikov, che è stato il nostro valore aggiunto ed ha portato qualità alla nostra società».
Favero, Knezevic, Barbetti, Pizzini con il suo ex compagno di squadra Micheli arrivato a gennaio, sono stati tra i protagonisti ma anche i fuori-quota come La Pasquala, Pikiz e Carli hanno portato un gran contributo: «Tutti bravi ovviamente, e i più giovani sono una base valida per la prossima stagione perché i fuori-quota raddoppiano e non possiamo sbagliarli. Speriamo magari possano uscire dalle società dell’altipiano che hanno il Kras come punto di riferimento per il settore giovanile». A proposito di prossima stagione: «Ci prendiamo ancora un po’ di riposo, faremo qualche allenamento, una bella festa ufficiale, poi parleremo con calma di tutto. Non vogliamo sbagliare per troppo entusiasmo, anche perché il Nazionale Dilettanti comporta un notevole impegno economico e, soprattutto di questi tempi, sprecare risorse sarebbe da peccato mortale».
Riuscire a far dire a Sergei Aleinikov qualcosa sopra le righe è praticamente impossibile, anche in un momento gioioso come quello della promozione: «Ovvio che sia soddisfatto – commenta – ma faccio difficoltà a parlare perché ho davvero perso la voce nei festeggiamenti. Eravamo decisi fin dall’inizio e con le squadre dei primi posti, a parte l’Ufm all’andata, non abbiamo mai perso. Abbiamo costruito una squadra che ha sempre risposto bene, con molta convinzione e la promozione mi sembra raggiunta con merito. Adesso possiamo riposarci un po’».
Aleinikov, da giocatore ai Mondiali e agli Europei con l’Urss, in Giappone a Osaka, nella Juve, nel Lecce, da allenatore ha già sperimentato la serie D con Anagni e Pontedera, dovrà iniziare a pensare alla prossima stagione: «Non posso dire ancora nulla. Prima dovremo parlare a lungo in società, poi, quando decideremo, potrò raccontarvi tutto…»
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