La Family esperanto per i ricercatori Sissa In gruppo 22 bandiere

Dopo l’esperienza del 2012, l’istituto al via con 150 persone tra le quali c’è una fisica che arriva dalla Nuova Zelanda

TRIESTE. Rappresentano ben 22 Paesi diversi e tutti i continenti. A pieno diritto possono essere chiamati i componenti del gruppo internazionale per definizione fra quelli che partecipano alla Bavisela Family. Sono quelli della Sissa, non nuovi a imprese di questo genere. Fra l’altro annoverano nelle loro file anche una presenza neozelandese, cioè una persona che ha fatto letteralmente il giro del mondo per essere presente a Trieste per motivi di studio e capace di cogliere l’occasione di partecipare alla Bavisela. «L'idea di creare un ‘Gruppo Sissa’ - spiega Elena Bianchetti, organizzatrice e punto di riferimento di questa variegata e multietnica squadra - è nata già per l'edizione dello scorso anno, su iniziativa della dottoressa Aswini Gnanasekaran, neurobiologa indiana, che nel frattempo ha terminato il dottorato alla Sissa e ora lavora in Ohio, dove si occupa di studi sul dolore. Chiese il mio aiuto - aggiunge Bianchetti, che sta seguendo un dottorato sempre in neurobiologia - e nessuno credeva che saremmo arrivati alle cinquanta iscrizioni necessarie per formare il gruppo, invece nel giro di pochi giorni facilmente superammo le ottanta adesioni».

Quest’anno il gruppo ha raggiunto quota 150. Questa la composizione per nazionalità: Regno Unito (1), Polonia (3), Messico (1), India (11), Nuova Zelanda (1), Romania (1), Pakistan (3), Brasile (1), Russia (4), Iran (2), Cina (4), Stati Uniti (1), Cuba (1), Argentina (1), Vietnam (3), Serbia (1), Albania (2), Ungheria (1), Turchia (1), Colombia (1), Ruanda (1). Tutti gli altri sono italiani. «Semplice - riprende Bianchetti - il motivo per il quale la Sissa riesce a creare questa straordinaria comunità di partecipanti alla Bavisela Family. La nostra scuola richiama studenti e ricercatori che da tutto il mondo si trasferiscono a Trieste, spesso da soli. Trieste è una città che sa accogliere e si fa subito amare. Il nostro lavoro ci porta poi spesso in altri luoghi del mondo, spesso lontanissimi da qui - aggiunge - ma Trieste rimane nel cuore di tutti. Il grande evento che è la Bavisela ci permette quindi di prendere parte attiva nella vita della città che ci accoglie - continua Bianchetti - ecco perché le adesioni sono state subito numerose ed entusiastiche. Quest'anno in particolar modo - conclude - grazie soprattutto all'aiuto del Sissa club».

Il personaggio sul quale si focalizza l’attenzione, all’interno del gruppo, è ovviamente la dottoressa Bethan Cropp, neozelandese e come tale portacolori dell’Oceania, continente che raramente è presente alla Bavisela, proprio per l’immensa distanza che separa Trieste da quelle terre. Alla Sissa la Cropp si occupa di Fisica teorica e, in particolar modo, di teorie gravitazionali e buchi neri.

Ugo Salvini

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