Unione, la difesa del San Martino è il punto debole da aggredire

TRIESTE. Segnare subito il maggior numero di reti possibile al «Rocco» e cercare di chiudere a suon di gol la pratica San Martino Passiria già all’andata: potrebbe sembrare una massima del recentemente scomparso Massimo Catalano, filosofo dell’ovvio che a suon di aforismi regalava perle di saggezza in Quelli della notte, in realtà è solo la missione più logica della Triestina considerate le caratteristiche dell’avversario. Già, perché il San Martino sarà pure una rivale dallo scarso pedigree, ma è una squadra che va attentamente studiata per non incorrere in brutte sorprese. E allora, analizzando la stagione degli altoatesini, il dato che balza subito all’occhio è quello dei gol subiti: ben 43 in 30 partite (1,43 a incontro), una marea rispetto agli appena 19 presi (su 32 partite) dall’Unione. Ancora più clamoroso il dato dei gol al passivo in trasferta: fuori dalle mura amiche, il San Martino ha subito 26 gol in 15 partite, ovvero la bellezza di 1,73 a match. Sinceramente, a guardare questi dati, la retroguardia altoatesina sembra piuttosto perforabile, soprattutto in trasferta. Dove del resto il San Martino ha perso ben 8 volte, ottenendo solo 5 vittorie e 2 pareggi. Migliore il ruolino casalingo, anche se la difesa resta sempre un problema (17 reti al passivo in casa). Questo nonostante la presenza nel reparto arretrato dell’esperto Hans Rudy Brugger, uno che ha giocato per una dozzina di anni con il Sud Tirol in C2 e C1. Gli altoatesini appaiono più temibili in attacco: 47 le reti messe a segno in 30 partite per una media di 1,56 a incontro. Qui il rendimento si avvicina molto a quello della Triestina, che ha realizzato 52 gol in 32 partite (1,62 a match). Anche in questo caso non trascendentale il rendimento fuori casa, con soli 17 reti segnate fuori dalle mura amiche. Del resto il San Martino è una squadra che corre parecchio, anche se talvolta in modo disordinato, cosa che porta a una certa pericolosità offensiva ma anche a concedere parecchio in difesa. Insomma, la squadra di Costantini non dovrebbe trovarsi di fronte a un bunker imperforabile, ma dovrà stare attenta al potenziale offensivo del San Martino, che del resto comprende proprio in quel reparto le individualità di spicco, a partire da Martin Saltuari, attaccante di qualità che ha giocato nell’Innsbruck in serie A e B austriaca. Sempre in attacco, occhio anche a Daniel Lanthaler, mentre in mezzo al campo bisognerà fare attenzione a Hannes Fishnaller, che ha giocato per anni nel SudTirol in C2 ed è il fratello maggiore del più famoso Manuel ora alla Reggina.
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