Acegas, i giocatori sperano nel futuro e nei loro tifosi

Carra: «Un’ iniziativa unica quella che hanno organizzato» Mastrangelo: «Se si potrà, io resto». E Gandini si “abbona”
Di Lorenzo Gatto

TRIESTE. Sono stati l'anima dell'Acegas capace di entusiasmare i tifosi triestini nella parte finale del campionato. Hanno fatto da chioccia ai tanti giovani lanciati in prima squadra dimostrando un attaccamento alla maglia, ai tifosi e alla città andato ben oltre l' impegno firmato su un contratto. E adesso?

Marco Carra, Luca Gandini e Daniele Mastrangelo attendono con il fiato sospeso notizie da Trieste nella speranza che l'operazione salvataggio fortemente voluta dai tifosi riesca ad avere successo. «Un'iniziativa unica nel suo genere - sottolinea dalla Slovacchia capitan Marco Carra - che dimostra una volta di più la passione viscerale che ha il nostro pubblico. Come capitano ma soprattutto come tifoso di questa squadra mi auguro davvero che l'iniziativa abbia successo. Non è un mistero che a Trieste mi trovo bene e che mi piacerebbe continuare a giocare con la maglia dell'Acegas».

«Come sono rimasto con la società? Ci siamo lasciati cordialmente - continua Carra - con la volontà comune di rimanere in contatto e risentirci nel caso in cui ci fosse la possibilità di risolvere i problemi economici che in questo momento mettono in dubbio la possibilità di continuare».

Sulla stessa lunghezza d'onda Luca Gandini, una delle grandi sorprese della stagione. «Ci siamo lasciati senza dirci niente - racconta il centro triestino - e d'altra parte in una situazione come questa le parole sarebbero state comunque inutili. La società mi ha sempre dimostrato apprezzamento per l'impegno che ho profuso giorno dopo giorno sul parquet e d'altra parte sanno che qui a Trieste sto da Dio per cui se ci fosse la possibilità di restare lo farei senz'altro. Al momento non ho ancora avuto nessuna offerta per cui, pazientemente, aspetto notizie».

«Sono molto felice- continua Gandini- di sapere che i tifosi si stanno mobilitando, evidentemente quello che abbiamo fatto negli ultimi anni è servito per ricreare quell'interesse e quella passione che forse mancava. Questa città ha già dovuto rinunciare a tante cose, sarebbe un peccato perdesse anche il basket. Per questo, indipendentemente da dove giocherò nella prossima stagione, ho intenzione di aderire all'iniziativa e di abbonarmi alla prossima stagione della pallacanestro Trieste».

Clima d'attesa anche in casa Mastrangelo con Daniele che, fiducioso, segue l'evolversi della situazione. «Dalla fine della stagione a oggi - racconta- ho sentito la società solo una volta quando mi hanno fatto firmare la rescissione del contratto. Da allora non ho più notizie anche se, ovviamente, mi tengo informato e seguo la situazione».

Mastrangelo offre anche una chiave di lettura quasi romantica, sicuramente legata alla grande passione che ha avvertito attorno a sè e alla squadra. «Credo che Trieste - aggiunge - non meriti questo state d'impasse e spero davvero che l'iniziativa lanciata dai tifosi possa avere il seguito che si merita. Ho sempre pensato che per questa città la pallacanestro sia qualcosa di speciale, la mobilitazione in corso conferma questa mia idea».

«Da parte mia - conclude - c'è la massima disponibilità a restare nel caso in cui la società dovesse riuscire a reperire i fondi per iscriversi regolarmente al prossimo campionato».

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