Arriba España E il motomondiale diventa un derby

Pubblico, mezzi economici, piste e fiducia nella linea verde: i segreti di un monopolio ormai quasi imbarazzante
Di Nereo Balanzin
Italian MotoGP rider Valentino Rossi of Yamaha cheers at the end of the Catalonia Grand Prix at the Montmelo race track in Barcelona, northeastern Spain, 16 June 2013. ANSA/ALEJANDRO GARCIA
Italian MotoGP rider Valentino Rossi of Yamaha cheers at the end of the Catalonia Grand Prix at the Montmelo race track in Barcelona, northeastern Spain, 16 June 2013. ANSA/ALEJANDRO GARCIA

di Nereo Balanzin

BARCELLONA

Se non fosse stato per Tom Lüthi, pilota svizzero che domenica scorsa ha conquistato il terzo posto in Moto2, tutti i gradini di ogni podio del Gran Premio di Catalunya sarebbero stati appannaggio della Invincibile Armada: Lorenzo, Pedrosa e Marquez si sono classificati primo, secondo e terzo in MotoGP; Espargarò, Rabat e (Lüthi) in Moto2; Salòm, Rins, Viñales in Moto3. Grande Spagna. E non solo a Barcellona: un po' dappertutto. E non solo quest'anno: da molti anni. Perché?

Sport nazionale

Sarà perché in buona parte della penisola il tempo è clemente e consente le due ruote anche d'inverno, ma il motociclismo è uno sport che appassiona tutti: gli spettatori (paganti) al Gran Premio di cui sopra sono stati, in tre giorni, oltre 160.000. Ed al di sotto dei centomila, raramente si va, su ogni circuito spagnolo del Motomondiale.

Sponsor

Negli ultimi tempi la crisi si è fatta sentire anche in Spagna ma, nonostante tutto, la penisola si difende ancora in fatto di sponsorizzazioni. In alcuni casi, piloti spagnoli (Barberà, per esempio) sono stati sostenuti, nella loro carriera, perfino da enti pubblici. Le sponsorizzazioni hanno consentito a molti piloti, poco più che bambini, di provarci.

Campionati giovanili e Coppe

Il più famoso è il CEV, Campeonato de España de Velocidad, diventato frequentatissimo ed autentica riserva di talenti per il Motomondiale. E' un sistema che si autoalimenta: nel CEV sbocciano i campioni, e gli aspiranti campioni bussano alla porta del CEV. In Moto3 (si corre con le stesse moto usate nel mondiale) i concorrenti sono 44, in rappresentanza di Venezuela, Italia, Germania, Argentina, Regno Unito, Giappone, Francia, Australia, Malesia, Belgio, Andorra. E, ovviamente, Spagna (14).

Circuiti

In Spagna, si corrono quattro gare del Motomondiale (Catalunya, Valencia, Aragon, Jerez). Gli appassionati hanno quattro volte occasione di incontrare i propri beniamini, ed il CEV (che utilizza anche i quattro di cui sopra) allena i ragazzini su piste mondiali. Quando affrontano una prova come “wild card” (si chiamano così i permessi speciali concessi per una gara a chi non è iscritto a tutto il mondiale) lo fanno su circuiti che conoscono a menadito e volano.

Talenti

Ovvio che così nascano talenti e leggende. Gli spagnoli che corrono nel mondiale vengono dai loro campionati. E tre team del Motomondiale hanno filiazioni nel CEV: sono un ascensore.

Indotto

Forte. Per esempio, le revisioni dei motori Honda del Mondiale Moto2 si fanno a Aragon.

Organizzazione

Il Motomondiale è organizzato, diretto e governato da Dorna, agenzia spagnola con sedi a Barcellona e Madrid. Dorna non gestisce solo il Motomondiale, ma anche il campionato Superbike: una potenza.

Insomma, la Spagna possiede passione, ha investito denaro, intervento pubblico, ha costruito circuiti, vanta squadre, ha organizzato un campionato giovanile senza ha pari, possiede competenze e l'organizzatore del Mondiale è spagnolo. Vedasi il dizionario della lingua italiana, alla voce “sinergie”.

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