Steffè: «Ruzzier e Tonut punte del basket che non deve sparire»

TRIESTE. «Michele Ruzzier e Stefano Tonut rappresentano la punta dell'iceberg di un movimento che negli anni è sempre stato capace di produrre buoni frutti. Per il mondo della pallacanestro, Trieste rappresenta un punto di riferimento importante peccato che il più delle volte siamo proprio noi triestini a dimenticarcelo». Dal raduno di Mosciano Sant'Angelo in provincia di Teramo, Furio Steffè descrive così le sue sensazioni nel particolare momento che sta vivendo il basket triestino. Vice di Pino Sacripanti nella under 20 che giocherà dal 21 al 23 giugno contro Georgia, Russia e Germania per poi ritrovarsi dal primo al cinque luglio nel raduno di via Locchi, Steffè sottolinea come nel momento difficile che sta attraversando non solo il basket ma tutto lo sport triestino una parte importante ce l'ha il tessuto economico della città. «L'iniziativa dei tifosi è senza dubbio lodevole- sottolinea Furio - perché evidenzia e conferma la grande passione che esiste a Trieste per il nostro sport. Dopo di che qualche domanda è giusto porsela. La vitalità del nostro movimento dovrebbe essere in grado di smuovere un po' le acque mentre è da troppo tempo non si riesce a esprimere un imprenditore in grado di fare sistema e riunire attorno a lui le forze economiche sane della città. In questo- continua Steffè- molto probabilmente è responsabile anche la politica. Il momento economico è quello che è per cui chiedere alle aziende diventa sicuramente problematico. La città dovrebbe essere in grado di attirare eventuali investitori per poi metterli nella condizione di investire nello sport. Senza andare troppo lontano, un po' quello che sono riusciti a fare a Varese. Hanno fatto sistema creando un pool di aziende che trovando prima di tutto un interesse personale sono poi riuscite a reinvestire una parte del guadagno nello sport». Situazione che appare lontana anni luce da quella triestina anche per lo scarso interesse dimostrato in queste settimane da quei tifosi che stanno smentendo, con i fatti, la nomea di piazza appassionata di basket. «Su questo non sono d'accordo- conclude Steffè. Il fatto che la raccolta non abbia prodotto gli effetti sperati non significa che i triestini non amino più la pallacanestro. Qui si tratta di un impegno e in molti qualche domanda se la sono fatta. Servirà tutto questo a dare una svolta o nella prossima stagione saremo punto a capo? In che mani finiranno questi soldi? In questo senso e visto tutto quello che è successo negli ultimi anni credo che la diffidenza dei tifosi possa essere almeno in parte capita e giustificata».
Lorenzo Gatto
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