Ora è formale la diffida sul marchio Triestina

I tifosi alabardati restano sul piede di guerra con la proprietà Domani la Curva Furlan presidierà l’allenamento a Basovizza
Di Antonello Rodio
Lasorte Trieste 09/03/14 - Calcio, Serie D, Triestina - Union Ripa, Hamdi Mehmeti
Lasorte Trieste 09/03/14 - Calcio, Serie D, Triestina - Union Ripa, Hamdi Mehmeti

TRIESTE. I tifosi alabardati restano sul piede di guerra: il pagamento allo Zarja che permette alla Triestina di continuare il ritiro nell’impianto di Basovizza, non può certo placare la rabbia e la preoccupazione dei supporters dell’Unione, che continuano a contestare una proprietà che deve ancora fare fronte a una marea di debiti pregressi.

Senza dimenticare che il gruppo attualmente agli ordini di Pasquale Luiso, composto soprattutto da giovani juniores e un gruppetto di straneri, sulla carta è davvero poco competitivo per la serie D. Anche perché sugli annunciati big in arrivo, fino a ieri regnava ancora un assoluto silenzio.

Ieri il Centro di coordinamento, dopo il duro comunicato di lunedì con il quale aveva rotto i rapporti con l’attuale proprietà, è passato dalle parole ai fatti. In quella nota i tifosi diffidavano la società dall’utilizzare lo storico marchio, che come noto è di proprietà dello stesso Centro di coordinamento.

Ieri, con la firma del presidente dell’Associazione nazionale Triestina Club, ovvero Sergio Marassi, è materialmente partita all’indirizzo dell’Unione Triestina 2012 una raccomandata con ricevuta di ritorno. «Vi è certamente noto - dice la missiva - che con il 30 giugno u. s. è venuto meno il contratto di comodato stipulato con la precedente proprietà, concernente l’uso del marchio della già U.S. Triestina Calcio 1918, rappresentato da uno scudetto con alabarda bianca in campo rosso, sormontata da una stella a cinque punte contornata da cinque raggi anch’essi di colore bianco, con sugli angoli la scritta U.S. Triestina. Ciò premesso vi si diffida dall’uso di tale simbolo, o di altro che per risibili modifiche ad esso notevolmente si richiami, in qualunque modo fatto, con particolare riferimento alla tenuta agonistica».

Ma non è tutto. I ragazzi della Curva Furlan, dopo il comunicato nel quale intimavano alla proprietà di provvedere a tutti i pagamenti oppure di andarsene, annunciano anche una manifestazione: domani pomeriggio infatti la frangia più calda del tifo alabardato presenzierà all’allenamento di Basovizza e invita tutti gli altri tifosi a seguire l’esempio.

«Con questo gesto vogliamo concretizzare - dice una nota del gruppo Curva Furlan - la nostra posizione di dissenso verso la nuova gestione ed il suo, finora, insufficiente, operato. La fase è delicata e la presenza della curva è indispensabile per dare un segnale forte e spingere tutto l’ambiente. Dobbiamo incalzare chi, con atteggiamenti a dir poco ambigui, sta portando la Triestina verso una nuova fase critica».

Intanto oggi altra giornata calda, visto che l'amministratore delegato Pierre Mbock aveva assicurato a Denis Godeas, Luca Piscopo e Zetto che Hamdi Mehmeti sarebbe ritornato a Trieste venerdì per parlare con loro e sistemare tutto. Sarà la verità o l’ennesima beffa?

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