Alberto Tonut: "Cantù resta nel cuore ma stavolta voto Alma"

Il campione triestino, che ha giocato in Brianza per tre stagioni ad altissimi livelli, presenta la gara di domenica mattina all'Allianz Dome: "Biancorossi favoriti"
Lasorte Trieste 19/02/18 - Apertitivo Sotto Canestro, Alberto Tonut
Lasorte Trieste 19/02/18 - Apertitivo Sotto Canestro, Alberto Tonut

TRIESTE. «La crisi di Cantù? Sono stupito ma abbastanza sereno. Sono convinto che il tessuto imprenditoriale brianzolo, storicamente uno dei più ricchi d'Italia, possa trovare le risorse per supportare una realtà che per il basket italiano rappresenta un patrimonio unico».

Alberto Tonut vive da spettatore interessato la crisi economica di una società che gli è rimasta nel cuore. Tre stagioni intense tra il 1991 e il 1994, 106 presenze con oltre 1400 punti segnati e un legame che, nonostante gli anni trascorsi, rimane indissolubile.

«Stavo chiudendo la lunga parentesi con Livorno - ricorda Alberto - e mi arrivò la telefonata di Toio Ferracini, il mio procuratore, che mi svelò l'interessamento di Cantù. Stavano voltando pagina dopo il ritiro di Marzorati e l'addio a giocatori importanti come Pessina e Bouie, pensarono anche a me per riaprire un ciclo. Era la Clear di Rossini, Pace Mannion, Giannolla, Girardi e Beppe Bosa, fu facile inserirsi e dare il meglio in quel gruppo». Amarcord bellissimo per Tonut che in Brianza si tolse più di qualche soddisfazione.

«Il primo anno raggiungemmo la semifinale, fermati solo dalla Virtus Bologna del ciclone Danilovic ma il terzo posto al termine della stagione ci regalò l'Eurolega. Furono anni intensi e molto belli che, non lo dimentico, mi fruttarono anche la gioia del ritorno in nazionale. Dopo quasi sei anni dagli europei del 1987 con Bianchini, Ettore Messina mi convocò. Avevo già 31 anni ma un ala piccola atipica capace di giocare spalle a canestro e in grado di marcare sia i "3" che i "4" faceva molto comodo. Ricordi legati al basket ma non solo: d'altra parte basti ricordare che Cantù mi ha regalato la nascita di mio figlio Stefano».

Aperitivo sotto canestro: a tu per tu con "Toscia" Ritossa

Dal passato al presente per una sfida che domenica porterà i brianzoli proprio sul parquet dell'Allianz Dome. Reduce dalla sconfitta interna rimediata contro Pesaro e turbata dalle incertezze di questo periodo, la formazione di Pashutin arriverà a Trieste con il coltello tra i denti.

«Al netto dei dubbi sulla presenza di Tony Mitchell - sottolinea Tonut - rientrato a casa per un lutto familiare, credo che domenica l'Alma affronterà un'avversaria molto motivata. Almeno per questo primo periodo i giocatori daranno tutto sul campo per cercare di dare un'immagine positiva del club. Parlando di Trieste posso solo confermare quello che ho già detto in varie occasioni e cioè che la formazione di Dalmasson ha la struttura, i mezzi e il potenziale per togliersi soddisfazioni importanti. L'Alma può diventare una mina vagante del campionato».

Favorita, dunque, nel match in programma domenica. «Non fosse altro per il fatto di giocare in casa - conclude Alberto -. Negli ultimi anni il PalaRubini è diventato un fortino inespugnabile, giocare davanti a seimila persone, posso assicurarlo, moltiplica le energie e rende tutto più facile».

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