Casoli: «Ritorno nella città che mai avrei voluto lasciare»

Riportare su un parquet i miti che hanno fatto la storia del basket a Trieste e Gorizia, riunirli sotto la bandiera della solidarietà in una serata di festa e divertimento da vivere all'insegna della beneficienza.
L'Old Star Game in programma domenica alle 18 all'Allianz Dome è tutto questo e forse qualcosa di più. Chi lo ha già vissuto nelle precedenti edizioni è pronto a godersi lo spettacolo. Roberto Casoli è uno di questi: ex biancorosso dal 1999 al 2004, capitano con la maglia di Trieste nelle ultime stagioni con un curriculum che parla di 175 partite giocate e 1356 punti segnati. «Sono affezionato a questo format - racconta Casoli - ho partecipato sia all'edizione organizzata a Bologna che a quella di Desio in cui si sono ritrovati gli ex di Varese, Cantù e Milano. Sono state due feste bellissime, un tuffo nel passato che ha consentito a noi giocatori di ritrovarci a tanti anni di distanza e ai tifosi di rivedere in campo i giocatori che hanno fatto la storia delle loro società».
Di conseguenza, quando è stato chiamato in causa per partecipare, Casoli non ha avuto esitazioni. «Non vedo l'ora di essere lì con la mia famiglia e godermi la città come abbiamo fatto giorno dopo giorno nei cinque anni di permanenza triestina. Passeggiare in piazza Unità, pranzare in centro, rivivere tutte le sensazioni che sono state parte della nostra vita. L'ho sempre detto: non me ne sarei mai andato e infatti avevo firmato il rinnovo del contratto poi purtroppo il fallimento ha cancellato tutto. L'Old Star Game mi riporterà dentro il palazzo quindici anni dopo. Da allora non ho più voluto tornare. Ma la città resta parte della mia vita, non è un caso che i miei figli Niccolò e Rebecca sono nati proprio a Trieste».
Amarcord e tanta voglia di ritrovare vecchi amici in un evento che poi, sul campo, sarà sfida vera. Boscia Tanjevic da una parte e Tonino Zorzi dall'altra hanno "lavorato" per reclutare fidi scudieri e vecchi compagni di battaglia, i giocatori si stanno allenando dimostrando di prendere sul serio la sfida di domenica. «Non sono tra questi - racconta Casoli - tra la famiglia e gli impegni in palestra non avrei il tempo per farlo. Fisicamente non sono al top ma arrivo bello carico e pronto a dare una mano. Se ci sarà bisogno di lottare - scherza l'ex capitano biancorosso - sono pronto a farlo».
Non è cambiato Casoli, anche a distanza di tanti anni. Le doti di combattente che gli avevano consentito di entrare nel cuore dei tifosi sono rimaste le stesse. «Sono curioso di riprovare le sensazioni di un tempo - conclude - l'ambiente del palazzetto, il tifo, il calore dei nostri supporters. Abbiamo vissuto assieme stagioni bellissime, sono contento che la città, a distanza di tanti anni, abbia nuovamente la voglia di stringersi attorno alla sua squadra di pallacanestro ritrovando l'orgoglio di avere la squadra in serie A. Domenica spero di riassaporare le stesse emozioni di un tempo: ciò che ho apprezzato nelle edizioni di Bologna e Desio è stata proprio la sensazione di affetto che i tifosi hanno riversato su noi giocatori». —
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