Acegas dentro o fuori È il giorno della risposta

Oggi le due società finanziarie che potrebbero rilevare il club decideranno Se la fumata sarà nera l’addio alla Legadue diventerà inevitabile
Di Matteo Contessa
Lasorte Trieste 24/03/13 Basket LegaDue, Pallacanestro Trieste, Bologna
Lasorte Trieste 24/03/13 Basket LegaDue, Pallacanestro Trieste, Bologna

TRIESTE. Siamo alle ore decisive per le sorti della Pallacanestro Trieste 2004. Tra ieri e oggi i vertici della banca d’affari milanese e della finanziaria abruzzese-romana, che insieme stanno trattando da alcune settimane con la dirigenza del club biancorosso per rilevare la maggioranza del capitale sociale, avevano in programma una lunga riunione per discutere di alcune loro priorità imprenditoriali, una delle quali è proprio l’ingresso o meno nel basket a Trieste. Dal 28 marzo scorso, giorno dell’assemblea dei soci del club, non ci sono contatti fra le parti, su richiesta espressa dei due gruppi finanziari che volevano esaminare con calma e attenzione i documenti contabili biancorossi. In realtà nei giorni scorsi qualche tentativo reciproco di abboccamento telefonico c’è stato con l’ad Fulvio Degrassi. Ma gli impegni incrociati di lavoro hanno impedito di riuscire ad agganciarsi. Ed è rimasto il silenzio.

Come interpretare questo silenzio? Semplicemente non è interpretabile, non ci sono appigli per poterlo fare. Lavorando entrambi nel settore finanziario, ai due gruppi non dovrebbe fare difetto il denaro da investire per il futuro della società. Le valutazioni di opportunità sono quindi sono tutte nei documenti contabili che stanno esaminando.

In attesa di avere novità, la domanda da porsi è: e se arrivasse una risposta negativa? La risposta: al momento non ci sono margini ulteriori di salvezza. O ci si inventa qualcosa da qui a qualche settimana, oppure addio Legadue. Domani quasi tutti i soci della Pallacanestro Trieste si ritroveranno in una sorta di assemblea informale proprio per esaminare la situazione, soprattutto se da fuori arriveranno notizie negative.

«In quel caso ci sarebbe poco da fare - dice amareggiato il presidente Luigi Rovelli - , la società verrebbe riconsegnata idealmente al sindaco». Perchè con mezzi assolutamente insufficienti a restare a questo livello, toccherà a Cosolini decidere cosa fare del club. Tutto è insomma appeso a un filo, con il fiato sospeso ancora per qualche ora.

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