Addio a Silvano Tordi, quasi 40 anni di panchine

Massimo Umek

TRIESTE

Ieri mattina un infarto si è portato via Silvano Tordi, da sempre nel mondo del calcio, stimato e apprezzato da tutti quelli che hanno condiviso qualcosa con lui. Classe 1951, ex tecnico di impianti elettrici delle Ferrovie, 17 anni da giocatore solo con la maglia dell’Aurisina e poi quasi quarant’anni da allenatore. Tra prime squadre e settori giovanili tante le formazioni che ha guidato: Latte Carso, Olimpia, Opicina, Sistiana, Kras, Muglia, Zaule, Staranzano, Aurisina, Alabarda e Campanelle. E tanti i campionati vinti. Il suo grande amico Riccardo Paolucci, che di recente è stato tre anni in un club austriaco come direttore generale e nelle ultime due stagioni con lo stesso incarico nel Duisburg e nel Monaco 1860, appena appresa la triste notizia l’ha immediatamente divulgata sui social ed è stato sommerso di telefonate di cordoglio da ex giocatori di Tordi. «Per me era un fratello maggiore - dice Paolucci - una persona eccezionale, un grande uomo prima che un allenatore, preparatissimo sul calcio anche se qualcuno lo additava di pensarla all’antica, uno con cui bastava uno sguardo per intendersi, sempre pronto a battersi per i propri ragazzi, uno che coinvolgeva tutti nei progetti, uno che però non te le mandava a dire». Da qualche anno soffriva di diabete, causa che gli ha fatto rinunciare a varie proposte per tornare in panchina. —

Massimo Umek

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