Addio a Claudio Pellegrina, storicità e magia nel ricordo dell'iconica voce dello stadio Grezar di Trieste
Dalle storiche frasi al microfono fino alle lacrime nell'anno del centenario: la città ed ex glorie come De Falco rievocano l'indimenticabile figura

Una voce che ha scandito momenti storici, momenti che hanno fatto parte di un’epoca che vive nei ricordi di chi ha frequentato lo stadio Grezar negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Niente registrazioni video, niente storie su Instagram, solo la testimonianza di chi c’era e chi, di quella voce, ne ha estratto frasi destinate a rimanere iconiche, come la famosa “sveglia che ti sveglia”, slogan della gioielleria Cavallar, anch’essa un pezzo di storia del passato di Trieste, oppure la scansione dei noti spot Stock 84.
La voce riferita è quella di Claudio Pellegrina, mancato nei giorni scorsi all’affetto dei suoi cari, speaker dello stadio Giuseppe Grezar in anni in cui Trieste era ai suoi massimi demografici nel secondo dopoguerra.
La voce di un’epoca
«Signore e signori, buon pomeriggio sportivo». Iniziava così quel rito della partita alla domenica al Grezar, senza spezzatini e gare spalmate su tre o quattro giornate di gara. La voce di Pellegrina ha accompagnato le più diverse fasi per i “greghi”, gli anni Sessanta, alcuni anni di serie D negli anni Settanta, alla C con la straordinaria epopea dell’82-’83, fino a quella serie B con tanto di serie A sfiorata in epoca De Riù.
Tra gli eventi più significativi narrati a mezzo della voce sicuramente i derby Triestina-Ponziana in D con lo stadio gremito, e naturalmente la cavalcata della stagione ’82-’83, quell’ultimo campionato vinto dalla Triestina, in serie C-1, trainata dai gemelli del gol Totò De Falco e Titti Ascagni, con Adriano Buffoni in panchina.
Pellegrina in anni recenti aveva partecipato come ospite speciale ad una serie di eventi, in particolare alla festa dell’orgoglio alabardato nell’anno del centenario della Triestina, assieme ad altre glorie alabardate del passato.
Ricca di emozione anche una serata nel maggio del 2019 a palazzo Gopcevich in occasione della presentazione del libro “Un secolo, storia di cento primavere”. Alla presenza di De Falco, i momenti più emozionanti furono proprio l’abbraccio del bomber a quelle figure che operavano maggiormente dietro le quinte ma con tale e quale importanza rispetto a chi andava in campo.
Di quel giorno restano impresse le lacrime di Marcello Bisiacchi, storico magazziniere, custode dei segreti dell’Unione cui è stato intitolato lo spogliatoio del Rocco, e le parole al microfono di Claudio Pellegrina.
Ricordò il suo intervento al termine della sfida del 1983 vinta contro il Parma 2-1 con le reti di De Falco e Ruffini. La sfida che valse la B. Disse: «ed ora la classifica. Triestina punti 44… le altre… tutte dietro!». Era la B ritrovata dopo 18 anni. Ed era la voce di tempi differenti, che qualcuno ancora sentirà come fossero l’oggi.
Pellegrina lascia la moglie Mirella, compagna di vita per 71 anni, i figli Silvano con Emanuela e l’adorato nipote Sebastiano, con la cognata Donatella, Davide e Daniel.
E ha lasciato tutti coloro che nel ricordo della sua voce evocheranno momenti alabardati custoditi nell’anima. Nel cuore.
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