Adesso anche il Coni taglia le province «Un vero disastro»

di Guido Barella
TRIESTE
L’argomento è all’ordine del giorno domani della Giunta e venerdì del Consiglio nazionale del Coni: tagliare i comitati provinciali (attualmente 99, oltre a sette delegati delle nuove province) e accorparne le competenze a livello regionale. Tutto ciò per rispondere agli annunciati tagli da Finanziaria: fino a oggi erano 470 i milioni di euro annui garantiti dallo Stato al Coni, nel 2012 dovrebbero scendere a 420. E questo è solo il primo gradino.
«E’ vero, questo argomento è all’ordine del giorno - commenta il presidente regionale del Coni Emilio Felluga -: ma attenzione, la nostra forza è proprio data dalla presenza sul territorio, dai rapporti personali che è possibile coltivare e dalle iniziative che si riescono a mettere in cantiere proprio conoscendo le singole specificità. Guai a perdere queste risorse, sarebbe comunque necessario che il Coni mantenesse propri delegati in ogni provincia».
«Chiudere i Comitati provinciali? Sarebbe un vero disastro - aggiunge il presidente provinciale di Trieste Stelio Borri -. E la cosa grave è che fino a questo momento ufficialmente nessuno ci ha ancora detto niente».
«Nella marea dilagante del populismo, nella sfida a chi è più realista del re, ecco anche questa proposta - aggiunge il presidente provinciale di Gorizia Giorgio Brandolin -. Certo, se un Comitato provinciale serve solo a distribuire medagliette o a presenziare a cerimonie si fa benissimo a tagliarlo. Ma non è così. O comunque non è sempre così». Proprio oggi inizia a Gorizia il quinto campionato transfrontaliero di calcio per squadre giovanili, uno dei più importanti successi organizzativi del Coni isontino, al pari, ad esempio, dell’attività nelle scuole, avviate fin dal 1994. «E domani chi organizzerà tutto questo? Farà tutto il comitato regionale? Non se ne farà più nulla? E comunque vada, verrà a mancare un punto di riferimento fondamentale sul territorio».
Fra pochi mesi il comitato isontino del Coni compirà settant’anni e Brandolin ha già messo un cantiere un volume per raccontare l’evoluzione dello sport in tutti questi anni. «Vorrà dire che sarà il bilancio definitivo dell’attività del Coni a Gorizia» conclude amaro il presidente.
In parallelo poi c’è anche il problema dei dipendenti e delle sedi. Queste ultime potrebbero essere vendute mentre il personale (sia Trieste che Gorizia hanno due dipendenti fissi, più altri collaboratori a contratto) potrebbe essere concentrato tutto nella sede regionale. Ma va aggiunto che il personale, a livello nazionale che inevitabili riflessi anche locali, ha già ricevuto una sforbiciata gigante negli ultimi anni passando in un quinquennio da 3mila dipendenti a 750 passando attraverso prepensionamenti e incentivi all’esodo.
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