Agnelli: «A causa del virus andranno persi 4 miliardi Molti club sono a rischio»
Più che nelle parole, dosate senza mai alzare il tono della voce o cambiando l’espressione del viso, l’allarme di Andrea Agnelli per la crisi economica del calcio sta tutto nei numeri. Freddi e impietosi, ma altamente significativi per fotografare un mondo stravolto dal Covid. «Possiamo stimare la decrescita in circa 4 miliardi di euro nei prossimi due anni – ha spiegato il presidente della Juventus durante l’assemblea generale dell’Eca, l’associazione dei club europei da lui presieduta –: i ricavi dalla vendita di biglietti sono stati completamenti spazzati via, ma si sono contratti anche quelli da parte dei broadcasters. Abbiamo visto sconti per 330 milioni in Premier, 200 in Bundesliga e l’Uefa prevede una riduzione di 575 milioni per i diritti tv di Champions ed Europa League. Soldi che non saranno distribuiti e che colpiranno il top delle nostra piramide». Facile immaginare il gelo, anche se la riunione che coinvolgeva 178 società sulle 246 affiliate si è svolta virtualmente, però nel quartiere generale di Nyon non tirava aria di bluff. Solitamente questi incontri servivano per immaginare il futuro del pallone e, soprattutto, muovere sempre più soldi, mentre adesso si cerca di salvare il salvabile dopo una stagione ribaltata ed una tutta da decifrare.
«Il 90% di queste perdite ricadrà sui club – aggiunge Agnelli – e sarà una sfida difficile: dovremo cambiare il modo in cui operiamo, soffermandoci sulle infrastrutture, sui salari dei calciatori e sui settori giovanili. Aprire il prima possibile un dialogo fra noi è di primaria importanza, perché le cicatrici di questa crisi saranno molto profonde. Serve un’unica voce e dobbiamo essere sicuri che tutti i club possano proseguire il loro cammino».
Uno studio dell’Eca prevede almeno 1,5 miliardi di perdite nel 2019/2020 e altri 2,1 miliardi nel 2020/2021. Il «drammatico crollo dei ricavi» sta già colpendo duro («Ho paura che alcuni top club singolarmente perderanno più delle federazioni», sottolinea Agnelli) e i primi riflessi si vedono sul mercato: le compravendite sono bloccate, tengono banco gli scambi e si calcola una riduzione dei valori intorno al 30%.
La stessa Juventus ha chiuso il bilancio al 30 giugno in forte perdita (Exor calcola 69 milioni di passivo con ricavi in calo da 620 a 570 milioni). Per questo i club cercano un aiuto concreto da Uefa e Fifa, con la speranza di tornare il prima possibile a poter riavere gli stadi aperti e il più possibile pieni. «Uno stadio vuoto non è quello che vogliamo vedere – rilancia Andrea Agnelli –: non è la stessa cosa giocare con o senza il pubblico». Anche i ricchi, a volte, piangono. —
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