Allianz, adesso è ufficiale: domenica non si giocherà Paoli: «Al lavoro in tre fasi»

TRIESTE
È un'Allianz a tre velocità quella che sta affrontando la sosta di un campionato che l'ha vista rinviare, in sequenza, le sfide in programma contro Cantù e Reggio Emilia. Ieri infatti è stata ufficialmente rinviata a data da destinarsi la gara contro Reggio Emilia prevista per questa domenica all’Allianz Dome.
Intanto l’Allianz è al lavoro e cerca di trovare una strada comune ma arriva da percorsi molto diversi: il gruppo che si allena dall'inizio della stagione, gli infortunati che si stanno riaffacciando sul parquet e hanno ripreso a lavorare dopo un periodo di riposo forzato e chi, è il caso del pivot Delia, è arrivato in corsa e deve mettersi alla pari con i compagni di squadra. Per chi cura la preparazione atletica, un bel rompicapo. «Proprio così - sottolinea il preparatore biancorosso, il professor Paolo Paoli - il segreto di questo lavoro è trovare la giusta sintesi cercando le contromisure per dare a ognuno dei ragazzi le giuste indicazioni. L'obiettivo rimane riuscire a lavorare proponendo le cose più utili per portare i ragazzi nelle migliori condizioni».
Nello specifico, in queste settimane, il lavoro svolto sul parquet del Dome è stato naturalmente diversificato. «Quindici giocatori da gestire richiedono programmi personalizzati - continua il preparatore atletico dell'Allianz - abbiamo suddiviso la squadra in tre gruppi lavorando su peculiarità e obiettivi diversi. Il primo gruppo è quello degli sprinter, i piccoli che devono guidare la squadra e mantenere lucidità e brillantezza nel corso dei quranta minuti. Quindi Fernandez, Laquintana, Cavaliero, Mussini e abbiamo inserito anche Alviti che, essendo ancora giovane, ha bisogno di diversificare le proposte e i contenuti del lavoro. Poi il gruppo dei lunghi, con i quali cerchiamo di sviluppare le doti di stabilità e verticalità, doti specifiche che possono servire dentro l'area, terzo gruppo quello delle ali che sono una sorta di via di mezzo. Lavoro specifico per supportare il lavoro dei piccoli ma poter dare una mano anche al pacchetto dei lunghi». In questi primi mesi della stagione, Trieste è rimasta ai margini del Covid. Società come Cantù, Reggio Emilia e Cremona sono state fortemente penalizzate con tutte le conseguenze che i focolai ancora attivi stanno creando. «Ho sentito come faccio spesso il mio collega di Cantù, è preoccupato per gli strascichi che l'infezione può lasciare nei giocatori. Il Covid passa, ma i problemi negli organi interni possono essere pesanti. A maggior ragione per chi fa sport a questo livello. Concordo con lui, rigenerare un giocatore e riportalo in condizione e un compito pesante non soltanto a livello fisico. C'è da curare la psicologia dell'atleta perchè non tutti vivono questa situazione con la necessaria serenità».
Per questo, in casa Allianz, si sta vivendo questa seconda ondata con grande prudenza e attenzione. Conclude Paoli: «Faccio un plauso alla società e ai ragazzi perchè tutti stanno dimostrande grande senso di responsabilità.Il club ricorda quotidianamente le minime precauzioni per evitare il contagio, domanda se ci sono problemi, si informa e verifica puntualmente ogni dettaglio. I ragazzi si stanno dimostrando grandi professionisti adeguando il loro stile di vita alle attuali necessità. C'è grande attenzione, per loro stessi ma anche per i compagni e tutto lo staff. Proprio in una situazione difficile come quella che viviamo ho potuto apprezzare la qualità delle persone con cui lavoro». —
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