Allianz, un debutto sul velluto Non c’è storia per Cremona

TRIESTE
Un parquet di velluto per la prima dell’Allianz in campionato che schianta la Vanoli 102-77.
Contro Cremona finisce come meglio sarebbe stato difficile immaginare: qualche minuto di studio e di impaccio e poi un monologo autorevole, senza un unico protagonista (anche se Henry ne fa 24) visto che alla fine in doppia cifra vanno in cinque, con un bilanciamento delle conclusioni tra dentro e fuori.
IL DOMINIO La squadra di Dalmasson domina a rimbalzo 43-31, pure se gli U2 (Upson-Udanoh) sono tra i pochi sfuocati, ma arriva la conferma che Alviti i due metri da esterno li mette a frutto e Gražulis ha una concretezza esemplare. Trieste confeziona 28 assist e colpisce da tre con il 50 per cento. Insomma, ce ne vuole per andare a trovare il pelo nell’uovo nella prova di squadra: ecco, più palle perse che recuperi con qualche possesso sprecato per sufficienza. Ma non è roba da far perdere il sonno.
Il +25, per giunta, è un tesoretto interessante nell’eventualità che a fine campionato si arrivi alla pari con quelli del Torrazzo. In sostanza, davanti ai 710 che entrano all’Allianz Dome (la quota dei mille ammessi rimane lontana) si mette in mostra una Trieste decisamente più credibile e simile a quella del 3-0 iniziale in Supercoppa rispetto a quella anonima e spaurita delle ultime uscite.
L’Allianz inizia con Gražulis e Udanoh oltre agli inamovibili Fernandez, Doyle e Henry. Avvio contratto, con diversi errori sui due fronti. Di Henry, per la cronaca, il primo canestro biancorosso del campionato. Il primo vantaggio invece dopo 5 minuti con la tripla di Doyle dell’ 11-8. La prima difficoltà – per continuare con le prime volte – arriva subito dopo con uno 0-7 (11-15) propiziato da Hommes che spinge Dalmasson al primo time-out e ai cambi Upson-Udanoh e Laquintana-Doyle. La fuga viene arginata, altro cambio Alviti-Lobito con Henry che scala in guardia. E proprio Henry dai 6,75 e Laquintana (di grande impatto) rimettono Trieste avanti. La tripla di Alviti chiude il quarto addirittura sul più 10 (29-19).
I CAMBI Con un quintetto fatto di tre presunti cambi (Tommy, Upson e Alviti) e la personalità di Gražulis, primo biancorosso in doppia cifra, l’Allianz allunga ancora (36-21, 25-6 in cinque minuti). Nella regola del turnover fuori in un paio di minuti Gražulis, Henry e Laquintana, cioè buona parte dello score triestino. Ma c’è Alviti, e non solo in veste di rimbalzista aggiunto: ritrova il tiro da tre e al 19’ porta l’Allianz su un rassicurante +18 (49-31). All’intervallo Trieste va con un patrimonio di venti punti da gestire (51-31). Uno scarto che si spiega anche con il confronto nelle triple (55% noi, 1 su 11 Vanoli) e con il +10 a rimbalzo.
Tutto bene. O quasi. Abbastanza inspiegabile vedere Udanoh in un paio di azioni all’inizio del terzo parziale rifiutare il tiro e preferire lasciare il compito ai compagni, probabilmente perché non si sente ancora in condizione. Ma averne, di problemi così. Che dovrebbe pensare Cremona, allora, che al 24’ viene addirittura doppiata sul 66-33. E mica finisce qui. Una fortunosa bomba di Doyle scava un imbarazzante +38 (74-36). Si sale a +39 con Upson, poi i lombardi hanno una reazione per scampare al quarantello (81-47 al 30’). Partita in assoluto controllo per l’Allianz che però pecca di sufficienza in avvio dell’ultimo quarto concedendo 13 punti in tre minuti alla Vanoli, lasciandola libera di colpire dall’arco. TJ Williams fa spettacolo a parte e a un certo punto, vista la serata, pensa al proprio tabellino. Si sveglia anche Palmi. Peccato che non ci sia la possibilità di vedere in campo Donda. Trieste ha scalato la marcia, Fernandez è quello che ci crede di più a continuare a sbattersi, segna e fa segnare, imbeccando ad esempio Grazulis per il canestro del centone. Tanta roba.
IL PUBBLICO Domenica si va a casa del Poz a Sassari, poi il giorno della Barcolana - l’11 ottobre - arriverà all’Allianz Dome l’Armani Milano. L’evento casalingo dell’anno. Sarebbe bello poterlo celebrare potendo aprire le porte a una percentuale di pubblico più consistente. Ma non dipende dalla Pallacanestro Trieste.
Nel frattempo sulla Curva Nord si è letto uno striscione “Tornerà la tua gente a cantare fino a quel giorno tu non mollare”. —
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