Ardita, una caduta che fa male contro la capolista Pordenone

CORMONS. E' durata poco l'illusione dell'Isogas Ardita. Sono bastati pochi minuti del derby regionale di Dnc di domenica per capire che Pordenone non avrebbe commesso l'errore dell'andata, quando i...

CORMONS. E' durata poco l'illusione dell'Isogas Ardita. Sono bastati pochi minuti del derby regionale di Dnc di domenica per capire che Pordenone non avrebbe commesso l'errore dell'andata, quando i goriziani espugnarono il parquet della capolista.

Insomma, i pordenonesi si sono presi una rivincita con gli interessi ai danni di un'Ardita troppo incerottata e in difficoltà per essere all'altezza della situazione, schiantandola al PalaBigot per 92-55. Partita segnata fin da subito, ben prima dei 37 punti di scarto finali. Perché dopo la tripla di Bartolini per il 3-2, primo e unico vantaggio isontino in tutto il match, Pordenone prende le redini dell’incontro e vince in scioltezza. Primo allungo del primo parziale (+11 sul 22 a 11), poi controllo nel secondo e accelerata definitiva nel terzo, con il vantaggio ospite che si dilata a dismisura con il passare dei minuti, sfiorando i quaranta punti a partita ormai morta e sepolta. E d'altro canto poco ha potuto l'Ardita priva di due uomini fondamentali come il marcatore Luppino e Fornasari. Le percentuali al tiro disastrose (solo 23% nel primo tempo) e la forza degli avversari hanno fatto il resto.

«Presentando questa gara dissi che avremmo dovuto tirare fuori quattro o cinque conigli dal cilindro – commenta coach D'Amelio -, ma in realtà non siamo riusciti a tirarne fuori neanche uno. Sapevamo di non aver nulla da perdere, ma non mi aspettavo un tracollo simile. La verità è che in questa situazione ci manca un leader consumato, uno di quei giocatori che nei momenti difficili prende la palla e fa la cosa giusta».

Ma se la sconfitta con Pordenone ci può stare, ora il problema è che la vittoria della Servolana riapre addirittura il discorso play-out, per l'Ardita, costretta a un finale di campionato in grande sofferenza. «Dobbiamo iniziare a ragionare con mentalità da playout: ci aspettano due finali per evitarli – conclude -. Bisogna resettare la mente, lavorare duro in allenamento ed essere capaci di soffrire fino in fondo».

Marco Bisiach

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