Argentin: «Siamo la corsa che valorizza il territorio»

TRIESTE. Un anno fa ha inventato l’Adriatica Ionica Race. Quest’anno ha vissuto l’edizione della conferma. E che conferma! Moreno Argentin, campione del mondo nel 1986, è l’anima di questa corsa a tappe.

Argentin, credo che lei possa essere soddisfatto per come è andata anche questa seconda edizione dell’Air.

Mah, vivendo la corsa dall’interno è difficile trarre a caldo un bilancio. Ma i primi segnali che ho ricevuto, è vero, sono positivi. E allora mi piace sottolineare come abbiamo fatto una scelta precisa sul tracciato delle tappe, con gli sterrati arrivando a Grado, Misurina unendo due patrimoni Unesco quali Palmanova e le Dolomiti, i muri del Collio e infine tornando a Trieste dove la volata sulle Rive davanti piazza Unità è sempre affascinante.

Idee da suggerire a Mauro Vegni, il direttore del Giro d’Italia...

No, per carità, il Giro ha una storia ultracentenaria, non mi permetterei mai. Piuttosto, noi, che abbiamo esigenze minori, possiamo arrivare dove il Giro non potrà mai arrivare: prendete Cormons, ad esempio. E poi siamo nati proprio per promuovere i territori che attraversiamo, il turismo legato alla bicicletta, al cicloturismo e su questi concetti con le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e le loro agenzie di promozione turistica ci siamo subito intesi magnificamente bene . In questa prospettiva tracciati come gli sterrati o il Collio sono perfetti.

Il suo sogno è un giorno riuscire a portare la corsa al di là dell’Adriatico giù giù fino ad Atene.

Sì, è l’obiettivo che ho nel cuore. Magari un passo alla volta, magari il prossimo anno superando il confine. Ma facendo tappa a Trieste che ogni anno ci regala un arrivo strepitoso!

La corsa è stata nobilitata dalle vittorie di tappa di atleti di grande futuro: penso a Hodeg, a Padun, a Evenepoel...

Ci teniamo volentieri l’etichetta di corsa che valorizza i giovani. Quest’anno abbiamo avuto in gara otto formazioni World Tour con i loro giovani migliori. E si è visto: abbiamo visto tanti ragazzi che non sono promettenti, ma già delle certezze! —

G.Bar.

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