Arrivato Rizzi: «Mi mandano Godeas e Noselli»

Il terzino: «Mi piace partecipare alla fase offensiva, ma resto innanzitutto un difensore»
TRIESTE
Dopo tanti giorni di tira e molla, con il borsino del calciomercato che lo dava un giorno più vicino, un altro più lontano alla Triestina, adesso Federico Rizzi è davvero un giocatore alabardato. Il difensore nato a Cremona 27 anni fa (li ha compiuti proprio domenica scorsa), approda alla corte di Maran con la formula del prestito con diritto di riscatto di metà del cartellino a fine stagione. Dopo una lunga avventura nel Pizzighettone, coronata anche da due promozioni (dal Cnd fino alla C1), Rizzi era arrivato a Mantova nella stagione 2006-2007. Lo scorso anno il terzino sinistro ha collezionato 21 presenze in serie B, ma in questa stagione invece ha trovato poco spazio.


Nonostante lo scarso impiego con la maglia dei virgiliani, addetti ai lavori che lo hanno visto in azione ne dicono un gran bene. Una volta giunta l’ufficialità dell’operazione, ieri mattina Rizzi si è messo in auto e si è presentato puntuale nel pomeriggio per il suo primo allenamento alabardato. Grazie alle pratiche risolte in tutta fretta, il difensore sarà già disponibile per la trasferta di domani a Treviso: quindi se Maran lo riterrà opportuno, il neo arrivato (che indosserà la maglia numero 23) potrà eventualmente anche andare in panchina. Rizzi, con che spirito arriva a Trieste? Con grande entusiasmo e soprattutto con una gran voglia di mettermi a disposizione della squadra e della società: sinceramente è una scelta della quale sono molto contento, Trieste mi sembra la piazza giusta. Come mai? Dico la verità, è Godeas che me ne ha sempre parlato un gran bene, mi ha detto di venirci di corsa perché mi sarei trovato sicuramente a meraviglia.


Con lui, fra l’altro, a Mantova ho instaurato davvero un buon rapporto e tra le varie cose si è parlato spesso proprio di Trieste. Ma non è stato il solo, anche Noselli mi ha assicurato che avrei fatto la scelta giusta. Tutto questo, oltre ovviamente alla speranza di trovare più spazio, mi ha convinto a venire alla Triestina. Già, lo spazio: come mai quest’anno a Mantova solamente 5 presenze? Purtroppo ho giocato poco, ma quando sono stato impiegato credo di aver fatto bene. Il fatto è che quest’anno è arrivato Balestri dal Torino e ha giocato in pratica sempre lui. Oltre a essere bravo, è uno che non prende squalifiche e non si infortuna mai. Basta guardare la sua carriera. Quindi per me si prospettava un girone di ritorno difficile e invece la mia voglia di giocare è tanta per cui anche questo ha pesato sulla scelta. Quali sono le sue caratteristiche? Sono un terzino classico, un mancino puro e ho sempre giocato a sinistra, anche se lo scorso anno con Di Carlo in alcune partite ho fatto anche l’esterno più alto a centrocampo, ma per il resto ho sempre giocato esterno basso.


Dicono che lei sia uno a cui piace spingere sulla fascia. Sì, è vero, mi piace dare una mano in avanti anche se ovviamente la fase più importante per un terzino resta quella difensiva. Mi hanno sempre insegnato prima a difendere e poi ad attaccare. Sulla carta il posto se lo dovrà giocare con un terzino esperto come Pesaresi. Lo so, mi hanno parlato di lui già altri giocatori che lo conoscono. Ma io non faccio sicuramente problemi, vengo a Trieste per giocarmela e cercare di avere più spazio, ma so bene che me lo dovrò meritare con il lavoro. Poi le scelte le dovrà fare il mister.


Cosa si augura per questa sua nuova avventura? La prima cosa è quella di trovarmi bene, ma sotto questo aspetto non ho dubbi, con il carattere che ho non avrò problemi perché so adattarmi bene con chiunque e dovunque, cosa fondamentale in questo mestiere. È un’esperienza nuova e tutta da scoprire, anche perché prima del Mantova ho giocato solo nel Pizzighettone. Ma ripeto, Godeas mi ha parlato talmente bene di questa città che non avrò problemi. Del resto lui è talmente affezionato a Trieste che ci torna appena possibile, quindi credo che lo rivedrò spesso.

Antonello Rodio

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