Assicurazioni, italiani scontenti e delusi

Gli italiani e le assicurazioni sono da tempo ai ferri corti. Il 73 per cento degli automobilisti, infatti, è scontento sia del prezzo delle polizze, ritenuto troppo elevato, sia del servizio offerto, spesso non proprio all’altezza.
È questa la fotografia scattata dall'Osservatorio del comparatore di assicurazioni online Segugio.it.
Il campione è composto da tre milioni di utenti online, gran parte dei quali ha mostrato una disaffezione crescente, direttamente proporzionale al difficile momento che sta vivendo l’economia del nostro Paese.
Fatto che spinge molti a guardarsi intorno, tentando di sfruttare ogni occasione in grado di alleggerire la spesa che grava sull’automobile, arrivata negli ultimi anni a livelli di guardia.
Non stupisce, dunque, che solamente un italiano su quattro sia soddisfatto in pieno della propria polizza, mentre il 53 per cento lo sia poco, e anzi stia meditando seriamente sul fatto di cambiare fornitore del servizio. Per non parlare di quel 20 per cento che è deluso a tal punto da averla già presa da tempo, quella decisione.
Coerente, tutto sommato, anche la distribuzione geografica del malcontento: l’insoddisfazione risulta più accentuata nelle regioni meridionali, dove è dichiarata da quasi il 33 per cento degli intervistati, mentre al settentrione il 30,5 per cento degli automobilisti si professa appagato dal servizio che ha sottoscritto.
Il calo degli acquisti di automobili nuove ha avuto dunque un effetto decisamente negativo sulle polizze assicurative, che infatti numericamente sono anch’esse diminuite.
Quel che aumenta invece, è la quota di auto ecologiche nel parco circolante, arrivata a pesare circa il 16 per cento del totale, così come il numero di automobilisti che conquista la prima classe di merito, quella cioè che consente esborsi più contenuti, perché legata a conducenti che non hanno mai causato incidenti stradali.
Insomma, c’è di quanto interrogarsi. Soprattutto da parte delle aziende assicurative, perché – anche in questo caso come in ogni altro rapporto commerciale – il cliente dovrebbe avere sempre ragione. E invece l’indagine non è certo benevola.
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