Bardini, il nuovo bomber dell’Ufm: «Davanti andiamo proprio forte»

MONFALCONE. Difficile, quasi impossibile che nelle ultime fatiche stagionali l'Ufm scenderà in campo senza il suo trio meraviglia. Rinunciare a Rocco e Acampora è pura utopia, lasciar fuori o...

MONFALCONE. Difficile, quasi impossibile che nelle ultime fatiche stagionali l'Ufm scenderà in campo senza il suo trio meraviglia. Rinunciare a Rocco e Acampora è pura utopia, lasciar fuori o centellinare il minutaggio del figliol prodigo Bardini a questo punto potrebbe tramutarsi paradossalmente in un clamoroso autogol. Zoratti l'ha già capito, subito dopo il raid ad Azzano la brillante idea si è rafforzata nei pensieri del mister monfalconese che non ha fatto mistero di volerla confermare nei prossimi capitoli. Proprio l'esplosione in pompa magna del talentuoso Bardini è stata uno tra i principali fattori che hanno contribuito ad un nuovo decollo. E dire che l'ex enfant-prodige del calcio mandamentale quest'estate era stato dirottato a Cervignano per poi rientrare alla base a novembre poichè non si era integrato nella nuova realtà.

Da brutto anatroccolo sulle rive dell'Aussa a cigno reale nel golfo di Panzano?

«Non mi sono ambientato al meglio nella società friulana e preferendo ritornare a Monfalcone a giocarmi le mie carte. Allenamenti impegnativi, squadra composta da giocatori di valore assoluto che già conoscevo in gran parte, tutt'altra dimensione rispetto Cervignano - ammette Andrea Bardini - e le motivazioni sono arrivate di conseguenza, con l'aiuto di compagni, società e soprattutto di mister Zoratti. Lentamente ho recuperato la condizione fisica ottimale ritrovando la grinta temporaneamente smarrita: esordio contro l'Ism, da Torviscosa in poi ho giocato con più continuità andando a referto in quattro circostanze».

Dalle giovanili del Ronchi agli Allievi del Monfalcone con Lombardo, esordio precoce in prima squadra, selezionato nella Nazionale Dilettanti Under 18 allenata da Magrini grandi aspettative che si sono sgonfiate.

«Dopo l'esperienza avvincente in Nazionale nella quale mi sono tolto qualche soddisfazione personale pur non essendo un titolare fisso, non sono più riuscito a dare il meglio: qualche infortunio che non ci voleva, gli impegni scolastici dell'ultimo anno e pure - confida - le motivazioni scemate».

Prima o seconda punta per vocazione, rifinitore per necessità, difficile "scroccare" un pallone a Rocco o Acampora?

«Un attaccante per essere tale deve tirare quando intravvede lo specchio, vabbè un po' egoisti lo possono essere, ma ci si abitua. Ci conosciamo dall'anno scorso, siamo affiatati anche fuori dal campo e quindi mi permetto - ci scherza sopra - di riscontrarlo».

Volatona, come la vede?

«Nessuno di noi si focalizza sui quattro punti-salvagente che ci separano dalla Triestina, preferiamo pensare ad ogni singola partita. Siamo consci di poterle vincere tutte ed essere - chiude Bardini - padroni del nostro destino».

Matteo Marega

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