Barraonda archivia il 2020 e pensa già al mare aperto

GORIZIA
Salutata non senza un pizzico di amarezza, visti i tanti appuntamenti saltati per la pandemia, la stagione velica 2020, Barraonda pensa già ad un 2021 che si preannuncia carico di novità, con lo sguardo rivolto al mare aperto. Saranno proprio le regate d’altura la prossima grande sfida del team goriziano.
Una squadra e una barca, quella di Barraonda, che pur in un’annata ridimensionata nel calendario si sono confermate ai vertici in tutte le (poche) regate disputate, chiudendo in bellezza l’ultima nel golfo di Trieste con la vittoria assoluta nel trofeo “Due Castelli” tra Miramare e Duino. Un successo che ha permesso di digerire un po’ più facilmente la rinuncia alla Barcolana annullata per maltempo, dove Barraonda era chiamata a difendere lo straordinario settimo posto assoluto del 2019. «Questo però è il passato, seppur ancora così prossimo – dice il general manager di Barraonda Lucio Provvidenti –. Noi stiamo già lavorando per il futuro, la barca è fuori dall’acqua e pronta ad alcuni importanti interventi di adeguamento a nuovi scenari di regata. Dopo anni in cui abbiamo regatato unicamente nel golfo di Trieste, con risultati di primo piano e indubbie soddisfazioni, vogliamo adesso mettere un po’ il naso in mare aperto, con l’intenzione di partecipare nel prossimo futuro a importanti regate d’altura, anche se non trascureremo le regate locali, prima tra tutte le Barcolana ovviamente».
Proprio per questo il team già in queste settimane si sta allenando con nuovi elementi da inserire nel rodato equipaggio, per partecipare ad almeno due tra le più famose regate alturiere dell’Adriatico, ovvero la “200” e l’impegnativa “500” (come le miglia da percorrere), da Caorle fino alle isole Tremiti e ritorno. La “nuova” Barraonda – già trasferita dai pontili della Svoc al qualificato cantiere Alto Adriatico servizi di Monfalcone – sarà dunque modificata per garantire la massima sicurezza all’equipaggio e assicurare la giusta tenuta in una gara di più giorni.
A terra e a vele ammainate, intanto, prosegue la promozione della barca e la sua attività di “portabandiera” del territorio. Da anni Barraonda porta i vessilli dei gemellati Comuni di Gorizia e Nova Gorica, e per questo è stata investita del ruolo di testimonial ufficiale della candidatura congiunta transfrontaliera delle due città a Capitale europea della cultura 2025. Un ruolo che investe un po’ tutto l’equipaggio, da Matteo Berloso, Massimiliano Gomiscech e Massimo Marizza alle vele di prua, a Fabio de Castro e Fabio Zancano a centro barca. E ancora Andrea Capun alle drizze, i trailer Pietro Barucco e Marco Furlan, il tattico Roberto Manzan alla randa, lo stratega e timoniere Franco Ferluga e i nuovi inserimenti Federico Borghi e Marco Adamo. Alen Ligovich è responsabile dell’elettronica e Walter Riosa speed test, mentre a terra il contributo arriva dai tecnici Bruno Sutteri ed Ennio Farri e dal videomaker Andrea Tomasella. —
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