La rinascita azzurra di Stefano Tonut: il riscatto da capitano cancella l'inverno amaro a Milano
Dopo il virus e i playoff da spettatore con l'Armani, la guardia trascina l'Italbasket con 4 vittorie su 4 nelle qualificazioni mondiali. Il traguardo: «Dieci anni di Nazionale e un'emozione unica con la fascia»

Un anno difficile, di quelli che mettono alla prova i nervi prima ancora del fisico. Convivere con un virus subdolo che ti costringe a guardare i compagni dalla panchina proprio nella fase centrale e più calda della stagione è un boccone amaro da digerire. Specialmente se indossi la maglia dell’Olimpia Milano e, una volta rientrato, finisci in fondo alle rotazioni di un’Armani che, nei playoff scudetto, finisce per fare a meno del tuo contributo.
Ma lo sport offre sempre una seconda opportunità a chi ha la fame necessaria per andarsela a prendere. E per Stefano Tonut, la via del riscatto ha avuto il colore azzurro della nazionale.
Milano lo sa bene visto che Stefano resta ben inserito nel progetto biancorosso. Il recente rinnovo biennale lo conferma, un attestato di stima che lo proietta tra i senatori a disposizione di Peppe Poeta per la prossima stagione. Prima di pensare al club, però, c’era una missione personale da compiere: ritrovare la confidenza con il parquet, il ritmo partita e, soprattutto, quel gusto unico di sentirsi giocatore a tutti gli effetti. In questo, la nazionale italiana è una garanzia. Per Tonut, infilarsi la maglia azzurra è stato un po’ come indossare la divisa da supereroe: un cambio di pelle immediato, capace di cancellare scorie e tossine invernali.
Lo si è capito subito, prima nelle amichevoli di Gorizia contro la Croazia e di Celje contro la Slovenia, poi nelle due sfide ufficiali e decisive per le qualificazioni mondiali dove Tonut si è preso la squadra sulle spalle. Con le sue accelerazioni, la sua difesa e il suo carattere, ha guidato gli Azzurri nei successi di Reykjavik contro l’Islanda e di Bologna contro la Lituania, permettendo all’Italia di chiudere al primo posto la prima finestra del girone.
Una rinascita arrivata in un’estate dal sapore speciale, in cui Stefano ha festeggiato i dieci anni esatti dal suo esordio con l’Italbasket, avvenuto il 18 giugno 2016 sotto la guida di Ettore Messina. Un cerchio che si chiude, anzi, che si allarga, come ha raccontato lo stesso Tonut con parole cariche di gratitudine: «Grazie Italbasket per le emozioni che continui a regalarmi. Sono state due settimane intense e bellissime con un gruppo fantastico, tra allenamenti, viaggi continui, cambi di città e partite ad alta tensione. Abbiamo fatto quattro su quattro: quattro partite e quattro vittorie.
Due di queste, poi, sono state fondamentali perché ci permettono di accedere alla seconda fase di qualificazione al Mondiale da primi del girone, con tutto il vantaggio che ne consegue. E in mezzo a tutto questo frullatore, c’è stata un’emozione unica e indescrivibile: quella di esordire per la prima volta con la fascia di capitano della Nazionale».
Smaltite le fatiche, la testa è già proiettata verso le prossime sfide internazionali. I Mondiali sono nel mirino, e l’asticella si alzerà tantissimo.
«Ora una piccola pausa e poi si torna con gli stessi occhi e la stessa fame ad agosto», promette la guardia azzurra.
Sarà un mese di fuoco, utile anche per ricaricare le pile in vista del rientro a Milano. Perché la prossima stagione, tra Serie A ed Eurolega, Tonut la vuole vivere fino in fondo, riprendendosi il posto sul campo. Nel frattempo, spazio a un viaggio rigenerante tra America e Canada. Una vacanza, sì, ma senza staccare mai davvero la spina dallo sport: a Vancouver, rigorosamente con la canotta azzurra addosso, Stefano è stato avvistato in tribuna a godersi il match dei Mondiali di calcio tra Svizzera e Colombia, che ha promosso gli elvetici ai quarti contro l’Argentina. Un po’ di meritato relax oltreoceano, prima di rimettere i piedi per terra. Con gli stessi occhi, la stessa fame. E una maglia da supereroe pronta per essere nuovamente indossata.
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