Pallacanestro Trieste, Taccetti e il derby: «Giochiamo al limite come con l’Armani»
Il tecnico biancorosso prepara la prima partita in casa contro la Reyer: «Massima intensità in difesa e in attacco. Sono strafelice di ritrovare il nostro tifo che sarà un fattore in più»

Dopo l’ottimo esordio sul parquet dei campioni d’Italia, dove i biancorossi hanno lottato alla pari per quaranta minuti sfoderando una prova di grande spessore, la Pallacanestro Trieste è pronta a riabbracciare il suo pubblico. Alle 17.30 il PalaRubini riapre le porte per la prima casalinga della stagione, che vedrà i biancorossi opposti all’Umana Reyer Venezia.
Coach Taccetti non nasconde emozione e orgoglio. «Siamo strafelici di tornare a giocare nella nostra casa. Sarà bellissimo giocare davanti ai nostri tifosi, che rappresentano da sempre il nostro sesto». Il gruppo arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di dover ripartire dalle basi solide gettate nel match contro l'Armani Milano. Il tecnico umbro insiste molto sull’atteggiamento mentale e fisico visto all’opera nella prima uscita stagionale.
«Dobbiamo ripartire in termini di energia, di aggressività e di modo di stare in campo, giocando sempre al limite sia in attacco che in difesa. Questo approccio rappresenta per noi, ad oggi, un’arma imprescindibile alla quale dobbiamo aggrapparci in qualunque partita e in ogni singolo istante dei quaranta minut». Il banco di prova, tuttavia, si annuncia particolarmente ostico. Sull’altro lato del campo ci sarà una Venezia solida, fisica ed estremamente pericolosa, forte di un impianto di squadra collaudato.
«Venezia è una formazione che ama correre e imprimere ritmo alla partita, una caratteristica distintiva che aveva già nella passata stagione — analizza Taccetti — con contropiedi primari che nascono spesso da difese arcigne e asfissianti. Hanno diversi atleti abili nel ribaltare l’azione e andare rapidamente in transizione, motivo per cui dovremo prestare la massima attenzione, mantenendo un ottimo bilanciamento offensivo per ricomporsi in un amen e spegnere le loro fonti di gioco».
Tra le minacce principali ci sono individualità di primissimo piano. «Penso a un talento puro come Wiltjer e a Tessitori, che ha iniziato la stagione esattamente come aveva terminato quella precedente in finale scudetto, confermando una pericolosità e una continuità straordinarie».
Sul fronte triestino, l'inserimento di Luka Brajkovic regala al coaching staff una freccia in più al proprio arco. «Siamo estremamente contenti di avere Luka a disposizione, soprattutto perché coincide con la prima partita in cui potremo contare sull’organico al completo, in particolare nel reparto dei lunghi, che è stato quello in cui abbiamo accusato più problemi in questo avvio»
«Un innesto -continua Taccetti - che ci offre opzioni supplementari per competere sulla fisicità e dominare i rimbalzi, oltre a garantirci maggiore flessibilità negli accoppiamenti difensivi e nei duelli individuali".
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