Brada in extremis regala due sorrisi

INVIATO A NOALE. Nel giorno che segna la seconda sconfitta stagionale del Mestre, la Triestina vince “alla Mestre” (quinto consecutivo). Come spesso è capitato alla capolista capace di strappare i tre punti nel finale, l’Unione contro il Calvi per la prima volta in stagione trova al 45’ della ripresa la zampata vincente. E lo fa con Daniel Bradaschia, uomo mai in gol in questo campionato, bravo a finalizzare un’azione travolgente sulla destra impreziosita da un assist d’autore di Bajic. Così gli alabardati vengono a capo di un match ostico dalle due facce. Il gol del vantaggio di Marchiori in avvio di partita, poi un primo tempo sotto ritmo con una timidezza punita dal Noale capace di pareggiare con la complicità decisiva di Voltolini. Una ripresa orchestrata da Andreucci con un atteggiamento più aggressivo che diventa accelerazione di quelle che fanno male con l’ingresso al quarto d’ora della ripresa di Serafini. Il Calvi Noale voleva pareggiare, si è difeso con foga, ha messo il match sul piano della fisicità e ha cercato di sfruttare il contropiede con la forza del centravanti Magrassi sostenuto dall’esperienza di Fantinato. La Triestina ha fatto fatica (assenti Leonarduzzi, Corteggiano e il solito infortunato Cecchi) ma ha avuto il merito di andare avanti fino in fondo pur rischiando grosso in infilata di Magrassi a una manciata di minuti dal termine. Ma così deve fare l’Unione nella sua corsa solitaria. I pari non servono più. Stavolta la classifica dà un’iniezione di fiducia. I tifosi ieri erano più contenti della sconfitta del Mestre che del successo dell’Unione. Il distacco di sette punti è pesante ma l’importante, specie per l’atmosfera attorno alla squadra, è che la fiammella resti accesa.
In difesa Marchiori è il sostituto naturale di Leonarduzzi. Meduri si affianca a Celestri e il nuovo acquisto dimostra sin dalle prima battute di saperci fare. Si fa vedere dai compagni, cerca di dare respiro al gioco. Bradashia a sinistra è vivace mentre sull’altra fascia c’è Banegas meno ispirato. L’asse centrale ormai collaudato è quello França-Dos Santos. I padroni di casa, pur in una situazione di classifica non invidiabile, non si tirano indietro. Magrassi davanti mette in appprensione i centrali alabardati. Ma la partita sembra mettersi sui binari giusti all’8’. Banegas batte con precisione un corner da destra me Marchiori irrompe in modo scomposto ma mette la palla in rete. Per il difensore, che gioca pochino, è il terzo centro stagionale. La Triestina forse ha ancora in mente la partita di Valdagno. I biancazzurri invece vogliono salvarsi e non sono un’armata allo sbando. Gli alabardati arretrano il baricentro e giochicchiano. I padroni di casa insistono e Voltolini dà una mano ai padroni di casa. Sul traversone da sinistra il portiere, fino a quel momento apparso sicuro, non tiene il pallone che carambola verso Munarini autore del fortunoso pari (31’). Il primo tempo si chiude così su un punteggio tutt’altro che bugiardo visto quel che si è visto in campo.
La Triestina accelera al rientro dagli spogliatoi ma su un traversone di Banegas da destra in tre liberi sul secondo palo(França, Dos Santos e Bajc) non spingono la palla di testa in rete. Grande unica vera occasione costruita. Il match si infiamma anche per merito del Calvi. Andreucci decide di giocarsi al 15’ la carta Serafini. Buona mossa perché i tocchi di prima intenzione e le spizzate di testa dell’ex Venezia creano spazi per gli attaccanti. Pizzul serve França (27’) ma il bomber stavolta non riesce a sfruttare l’occasione. Per fortuna una decina di minuti più tardi Margassi in contropiede non vede lo smarcato Fantinato. Sarebbe stato un colpo del kappaò. E invece, il destro vincente lo piazza l’Unione, con una folata sulla destra orchestrata da França e Bajic e conclusa con precisione dall’accorrente Bradaschia. Una vittoria che forse non segnerà i destini della stagione alabardata ma che rappresenta un segnale di discontinuità rispetto ad alcune prestazioni di due mesi fa. Che sembrano solo un brutto ricordo.
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