Chiesa e la magia della vita Jorginho, calma e freddezza

Italy's Federico Chiesa celebrates after scoring his side's opening goal during the Euro 2020 soccer semifinal match between Italy and Spain at Wembley stadium in London, Tuesday, July 6, 2021. (AP Photo/Frank Augstein, Pool)
Italy's Federico Chiesa celebrates after scoring his side's opening goal during the Euro 2020 soccer semifinal match between Italy and Spain at Wembley stadium in London, Tuesday, July 6, 2021. (AP Photo/Frank Augstein, Pool)

8 Donnarumma

Le mie parate per inseguire un sogno: aveva detto un mese fa. La sua parata è la più profonda perché ci dà la finale: respinge l’assalto di Morata dal dischetto. Alla prima in un grande evento si guadagna l’Oscar: con la Spagna è perfetto prima dei rigori quando resta in piedi su Dani Olmo e quando usa il fisico e il senso della posizione per intercettare ogni insidia.

6.5 Di Lorenzo

La rivoluzione negli interpreti di Luis Enrique gli regala un ostacolo non proprio pericoloso: lo spuntato Oyarzabal gira alla larga. Da incorniciare l’anticipo su Pedri quando il giovane spagnolo pregustava già il tocco vincente sotto porta.

6 Bonucci

Capisce che, davanti ai re del palleggio, serve anche oltrepassare la metà campo con un lancio lungo: e lo fa. Nel momento in cui serve mettersi l’elmetto c’è.

6 Chiellini

Da Lukaku a Morata: non è così. Luis Enrique ha visto e rivisto la marcatura vecchi tempi di Chiello sul belga, così gli mette di fronte uno che non dà punti di riferimento: il tridente spagnolo muta di continuo. Da Lukaku a Morata: accade nel finale e sono guai perché Alvaro buca l’intera difesa ed esulta.

6.5 Emerson

Non c’è Spinazzola, riflettori sul titolare azzurro prima che Spina lo superasse nel gradimento del ct Mancini: dalla sua parte l’Italia prova a crescere. Scheggia la traversa in una delle ripetute, o tentate, incursioni. (dal 28’ st TOLOI 6: essenziale).

5.5 Barella

GGli manca il senso dell’inserimento, così vive un duello nella terra di nessuno: un po’ contrasta, un po’ si propone (dal 40’ st LOCATELLI 6: poco intraprendente, ma presente, non lo è quando sbaglia il rigore).

7 Jorginho

GGli manca la virtù più preziosa: la regia gli sfugge di mano davanti ai maestri del palleggio là in mezzo. Ma non perde la virtù della freddezza dal dischetto: con Mancio non sbaglia mai e con Mancio realizza l’ultimo della serie.

6 Verratti

Il nostro centrocampo viene inghiottito dalla velocità di pensiero dei ragazzi di Luis Enrique e il piccolo principe fa fatica a dare continuità ai suoi tocchi: mezzo voto in più per il coraggio nei contrasti. (dal 28’st PESSINA 5,5: non lascia traccia).

5 Immobile

Chi viene criticato, poi risolve i problemi: così Mancini alla vigilia. Ciro non è il nostro problema, ma nemmeno colui che sa trascinarci oltre l’ostacolo: partecipa all’azione del gol di Chiesa, poi esce e Mancio vira sul tridente "leggero". (dal 16’ st BERARDI 6: sa come pungere).

6.5 Insigne

Il discorso fatto per Emerson vale anche per il folletto napoletano: la corsia di sinistra è la più viva e Lorenzo cerca di capitalizzare quel poco che gli azzurri creano. La sua fatica termina da numero nove come lo intende il Mancio: movimento e disturbo delle ripartenze. (dal 40’ st BELOTTI 6: fa a spallate, cade e si rialza. E sa come "aprire" il gioco).

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