Chiesa e la magia della vita Jorginho, calma e freddezza

8 Donnarumma
Le mie parate per inseguire un sogno: aveva detto un mese fa. La sua parata è la più profonda perché ci dà la finale: respinge l’assalto di Morata dal dischetto. Alla prima in un grande evento si guadagna l’Oscar: con la Spagna è perfetto prima dei rigori quando resta in piedi su Dani Olmo e quando usa il fisico e il senso della posizione per intercettare ogni insidia.
6.5 Di Lorenzo
La rivoluzione negli interpreti di Luis Enrique gli regala un ostacolo non proprio pericoloso: lo spuntato Oyarzabal gira alla larga. Da incorniciare l’anticipo su Pedri quando il giovane spagnolo pregustava già il tocco vincente sotto porta.
6 Bonucci
Capisce che, davanti ai re del palleggio, serve anche oltrepassare la metà campo con un lancio lungo: e lo fa. Nel momento in cui serve mettersi l’elmetto c’è.
6 Chiellini
Da Lukaku a Morata: non è così. Luis Enrique ha visto e rivisto la marcatura vecchi tempi di Chiello sul belga, così gli mette di fronte uno che non dà punti di riferimento: il tridente spagnolo muta di continuo. Da Lukaku a Morata: accade nel finale e sono guai perché Alvaro buca l’intera difesa ed esulta.
6.5 Emerson
Non c’è Spinazzola, riflettori sul titolare azzurro prima che Spina lo superasse nel gradimento del ct Mancini: dalla sua parte l’Italia prova a crescere. Scheggia la traversa in una delle ripetute, o tentate, incursioni. (dal 28’ st TOLOI 6: essenziale).
5.5 Barella
GGli manca il senso dell’inserimento, così vive un duello nella terra di nessuno: un po’ contrasta, un po’ si propone (dal 40’ st LOCATELLI 6: poco intraprendente, ma presente, non lo è quando sbaglia il rigore).
7 Jorginho
GGli manca la virtù più preziosa: la regia gli sfugge di mano davanti ai maestri del palleggio là in mezzo. Ma non perde la virtù della freddezza dal dischetto: con Mancio non sbaglia mai e con Mancio realizza l’ultimo della serie.
6 Verratti
Il nostro centrocampo viene inghiottito dalla velocità di pensiero dei ragazzi di Luis Enrique e il piccolo principe fa fatica a dare continuità ai suoi tocchi: mezzo voto in più per il coraggio nei contrasti. (dal 28’st PESSINA 5,5: non lascia traccia).
5 Immobile
Chi viene criticato, poi risolve i problemi: così Mancini alla vigilia. Ciro non è il nostro problema, ma nemmeno colui che sa trascinarci oltre l’ostacolo: partecipa all’azione del gol di Chiesa, poi esce e Mancio vira sul tridente "leggero". (dal 16’ st BERARDI 6: sa come pungere).
6.5 Insigne
Il discorso fatto per Emerson vale anche per il folletto napoletano: la corsia di sinistra è la più viva e Lorenzo cerca di capitalizzare quel poco che gli azzurri creano. La sua fatica termina da numero nove come lo intende il Mancio: movimento e disturbo delle ripartenze. (dal 40’ st BELOTTI 6: fa a spallate, cade e si rialza. E sa come "aprire" il gioco).
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