Ciccone non corre rischi e la maglia gialla resta sua Ma oggi ancora montagne

epa07712811 Italy's Giulio Ciccone of Trek Segafredo team celebrates on the podium retaining the overall leader's yellow jersey following the 7th stage of the 106th edition of the Tour de France cycling race over 230km between Belfort and Chalon sur Saone, France, 12 July 2019. EPA/YOAN VALAT
epa07712811 Italy's Giulio Ciccone of Trek Segafredo team celebrates on the podium retaining the overall leader's yellow jersey following the 7th stage of the 106th edition of the Tour de France cycling race over 230km between Belfort and Chalon sur Saone, France, 12 July 2019. EPA/YOAN VALAT

Chalon sur Saone. Secondo giorno in giallo per Giulio Ciccone, che dopo l'impresa di giovedì ha potuto sfoggiare il simbolo del primato al Tour de France in quella che è stata oltretutto la tappa più lunga, la Belfort-Chalon sur Saone, di 230 chilometri.

La frazione quasi tutta pianeggiante era anche occasione per una doppia festa italiana, dato che lo scontato arrivo in volata lasciava ampie chance a Viviani o agli altri sprinter di casa nostra. Ad alzare le braccia sul traguardo è stato invece l'olandese Dylan Groenewegen (Jumbo), abile a insinuarsi tra i big e lasciare gli altri due gradini del podio a Caleb Ewan e a Peter Sagan. Quarto Sonny Colbrelli e solo sesto lo sfortunato Elia Viviani, che ha sprintato con la gomma anteriore sgonfia per una foratura.

Oggi, nella Macon-Saint Etienne (200 km) Ciccone dovrà impegnarsi un po’ di più per difendere i sei secondi di vantaggio che ha su Julian Alaphilippe: sette gran premi della montagna e un continuo susseguirsi di salite e discese con l'ultimo scollinamento a una dozzina di chilometri dal traguardo. —

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