Coach Dalmasson: «Elmore e Fernandez con fantasia e punti. Ora penso alla difesa»

L’allenatore della Pallacanestro Trieste fa il punto della situazione quando mancano solo alcuni tasselli per completare l’organico
Foto BRUNI 16.12.2018 Campionato Basket serie A:Alma Trieste-Avellino--Dalmasson
Foto BRUNI 16.12.2018 Campionato Basket serie A:Alma Trieste-Avellino--Dalmasson

TRIESTE. Roster 2019/20 della Pallacanestro Trieste che sta prendendo forma. Gli arrivi di Jon Elmore, Derek Cooke e la conferma di Hrvoje Peric lasciano ancora tre tasselli scoperti (stranieri ndr.) per completare la squadra che affronterà la nuova stagione nella massima serie. Coach Eugenio Dalmasson ci aiuta a leggere meglio le scelte fatte, fra esigenze tattiche, disponibilità finanziarie e caratteristiche consone al gioco di sistema.

Jon Elmore, un regista con licenza di uscire dagli schemi o una guardia “pazza” da inquadrare nel sistema?

«Sicuramente entrambe le cose. Il suo ruolo avuto in passato, la sua personalità e la qualità della pallacanestro offensiva fanno si che possa avere libero sfogo a letture personali, peraltro caratteristica contemplata nel mio modo di vedere il basket. Poi cercheremo di lavorare sul miglioramento delle scelte in funzione del gioco di squadra».

La coppia Mitchell-Cooke agirà nel pitturato, un modo per liberare il raggio d’azione e l’estro offensivo dei numeri “4” Peric e Da Ros?

«Parlate come se Mitchell fosse confermato, ma ad oggi non c’è l’ufficialità; questo sta a significare che qualche aspetto deve essere ancora chiarito. È un giocatore che stiamo seguendo dallo scorso anno, verticale e dal raggio d’azione vicino al ferro ma anche capace di vedere il gioco avendo ottime qualità da passatore (3 assist a partita ndr.). Insisto nel dire che le scelte sono anche figlie di quello che possiamo permetterci; sono baggianate quelle che portano a dire che Dalmasson non vuole un centro di ruolo. Semplicemente il totem da 210 centimetri e 110 chili e che sappia giocare a basket è fuori budget per ora. Comunque sia Mitchell che Cooke sono atleti fortemente voluti, funzionali al gioco che vogliamo esprimere, i migliori che potremmo avere in questo momento».

Quanto conta in un roster con molte scommesse avere una certezza tecnico/tattica come Hrvoje Peric?

«Fondamentale. Sono convinto che con maggiori responsabilità possa essere ancora più incisiva la sua sapienza cestistica. E tornando a quanto sopra, sia lui che Da Ros hanno l’arsenale offensivo più dirompente vicino a canestro, ed è per questo che li abbiamo abbinati a giocatori come Cooke, molto più rimbalzista e intimidatore».

Non trascurabile la scelta dei due complementi: Janelidze e capitan Coronica.

«In una parola: affidabilità. Conosciamo bene le caratteristiche dei due dentro e fuori campo, valore aggiunto per qualsiasi squadra. Sanno che ruolo dovranno avere, si sono dimostrati disponibili e contenti ad affrontare questa nuova sfida professionale».

Adesso caccia alla guardia: che caratteristiche dovrà avere?

«Avendo un trio come Elmore-Fernandez-Cavaliero a trazione quasi esclusivamente offensiva, cerco un giocatore con attitudine difensiva, atleta in grado di mettere pressione agli esterni avversari».

Si è fatto il nome di Tekele Cotton…

«Non nascondo che ci interessa e che per lui abbiamo formulato un’offerta. Al momento però lui ha rifiutato qualsiasi contratto, anche più corposo del nostro (Varese ndr.). Diciamo quindi che la trattativa si è stoppata una settimana fa».

 

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