Coronica e Ruzzier amici contro «Una gara non può dividerci»

Il triestino play della Kontatto e il capitano dell’Alma si conoscono e si sfidano da quando avevano quattro anni. Domenica si ritroveranno rivali sul parquet
Di Lorenzo Gatto

TRIESTE. Si sfidano sul parquet da quando avevano quattro anni. Classe di ferro 1993, annata tosta che ha prodotti tanti giovani talenti. Vederli in campo, Coronica leader della Pallacanestro Trieste, Michele play dell'Azzurra era uno spettacolo. Adesso, a distanza di quasi 20 anni, domenica si ritroveranno a sfidarsi ai vertici della serie A2 in un match tra Alma e Fortitudo che promette scintille. Sfida senza esclusione di colpi nei 40 minuti, il solito sincero abbraccio alla fine del match a sottolineare un'amicizia che nessuna rivalità può scalfire.

«E ci mancherebbe altro - commenta Ruzzier - Ci conosciamo da sempre, avversari ma anche compagni di squadra nelle rappresentative provinciali e regionali prima di giocare insieme in prima squadra». «L'amicizia va oltre lo sport - aggiunge Coronica - figuriamoci se una partita può rovinare il nostro rapporto».

E allora, tanto per seminare un po' di scherzosa zizzania, partiamo da un giudizio sull'avversario. La qualità migliore del tuo “gemello”?

Ruzzier: La generosità, la capacità di sacrificarsi per il bene della squadra. In questo senso Andrea è molto simile al mio compagno in maglia Fortitudo Raucci.

Coronica: La visione di gioco. Michele passa la palla come nessuno e ha la capacità di sapere dove sarai in campo prima ancora che tu ci vada. È una dote pazzesca, riesce a migliorare le qualità di chi gioca con lui.

Il difetto principale?

R: Chiacchiera troppo. A parte le battute, se proprio devo dirti qualcosa ti dico il tiro ma anche lì Andrea ha lavorato ed è migliorato tantissimo.

C: Ha un grande difetto: è milanista. Cestisticamente non trovo pecche ma quella è una cosa che, da juventino, non gli perdono.

Avete lavorato con entrambi gli allenatori. Date un giudizio incrociato sui tecnici di Alma e Kontatto.

R: Dalmasson è l'allenatore che mi ha dato fiducia e mi ha lanciato a questi livelli. Grande riconoscenza, dunque, nei suoi confronti. È un grande motivatore.

C: Boniciolli ha avviato il progetto che mi ha consentito di raggiungere la prima squadra e di diventare il capitano di Trieste. Devo ringraziarlo. Lo considero un grande allenatore.

Un giudizio sul pubblico delle due città?

R: Credo che la passione non sia così diversa. Bologna ha la Fossa che è una realtà unica in Italia ma il tifoso medio ha lo stesso tipo di attaccamento alla maglia. Il pubblico di Trieste a volte va spronato e trascinato ma, lo dico da giocatore che ha potuto apprezzarlo dal campo, quando ti sta vicino è capace di farsi sentire.

C: Sono due delle realtà più importanti in Italia. Trieste è una piccola Bologna se partiamo dal presupposto che quella felsinea è la capitale della pallacanestro italiana. Io comunque mi tengo i nostri tifosi: credo che la competenza del nostro pubblico non abbia uguali.

Infine, una riflessione sul campionato di Alma e Kontatto.

R: Credo che Trieste abbia fatto fatica all'inizio nel tentativo di trovare sul parquet equilibri e gerarchie. Una volta fatto, ha cominciato a vincere e non si è più fermata. Fa impressione il ruolino di marcia casalingo perchè Trieste non vince soltanto ma demolisce le avversarie. Se, come sta facendo, comincia a vincere anche in trasferta diventa di diritto una delle favorite.

C: Credo che la Fortitudo abbia cominciato domenica scorsa il suo campionato. Recupera una squadra finalmente al completo e ha inserito un giocatore come Legion che da solo può fare la differenza. Non dico nulla di strano affermando che Bologna entrerà tra le prime quattro del girone.

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