Coronica: «Ho realizzato il mio sogno»

TRIESTE. La festa non è finita. E chissà quando finirà. Andrea Coronica, capitano dell’Alma neopromossa in serie A, vorrebbe non si concludesse mai. Perchè un momento così lo sognava da quand’era ragazzino. Lo confessa nell’ultima puntata di “Aperitivo sotto canestro”, il contenitore dedicato al basket locale visibile dalle 12 di oggi sul sito de Il Piccolo www.ilpiccolo.it.
Coronica nella rosa che si è guadagnata il salto nella massima serie è l’unico giocatore cresciuto esclusivamente nella Pallacanestro Trieste ed è anche l’unico ad aver attraversato gli ultimi otto anni di storia biancorossa, conquistando prima la promozione in A2 e adesso quella in Paradiso. «Sono felice. Quand’ero ragazzo sognavo di giocare nella squadra della mia città. Ci sono riuscito. Sognavo di diventarne un giorno capitano. Ci sono riuscito. Sognavo di portare Trieste in serie A. E adesso ci sono riuscito. Cosa posso pretendere di più?».
LA MAGLIETTA Nel corso della lunga chiacchierata emerge un aneddoto che dà l’idea del clima con cui l’Alma ha vissuto l’ultima sfida al PalaFerraris e dell’amicizia tra i giocatori. «In seguito alla regola che vuole non più di 10 senior a referto, io e Lollo Baldasso siamo rimasti a bordo campo. Non riuscivamo a trattenerci. Indossavamo la polo d’ordinanza ma smaniavamo dalla voglia di metterci addosso le magliette celebrative, temevamo di non essere pronti per la festa finale. Volevamo indossarle sopra la polo a partite in corso ma Cavaliero ci ha gelato. “Poveri voi se...” Daniele scaramanticamente ci ha costretto ad aspettare».
I SEGRETI Tanti i segreti vincenti dell’Alma. Da Eugenio Dalmasson, con cui Coronica ha condiviso questi anni di progressiva crescita («Ogni anno siamo migliorati, aggiungendo qualcosa. E nel corso di questi play-off ha portato giochi nuovi, anche alla vigilia di sfide decisive come contro Treviso») al professor Paolo Paoli («Nessuno si allena come noi e lui è come nessun altro. Rigoroso, ma con una battuta sdrammatizzando ti convince a fare tutto. Il risultato? Correvamo più di tutti»), fino al presidente Gianluca Mauro («Unico. Lui è come appare: vero»).
Infine, un sincero, spontaneo ringraziamento ai tifosi. «Sappiamo che ci vogliono bene ma quel festeggiamento al nostro ritorno da Casale Monferrato è riuscito a sorprenderci e commuoverci».
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