Coronica: «Ora sono più continuo Felice per gli applausi a Mastro»

TRIESTE. Una cosa è certa. Davanti al suo pubblico questa Pallacanestro Trieste spesso trova risorse e si esalta proprio nei momenti caldi. Riflessione di cui fare tesoro, considerata la giovane età media del gruppo e il valore di un campionato piuttosto livellato. Ecco quindi che nella classica partita ostica, più delle mani morbide dei tiratori biancorossi è risultato decisivo il supporto dei gregari tutto cuore. E in questi casi il capitano Andrea Coronica difficilmente si tira indietro.
Coronica, un finale con il coltello tra i denti e una vittoria che pesa...
Mi fa molto piacere, sto trovando continuità nelle prestazioni, soprattutto nelle partite in casa, è la seconda che gioco abbastanza bene. Non devo accontentarmi, ma piuttosto imparare a giocare così anche in trasferta, dove finora in due partite non ho fatto un tiro: a Mantova in realtà non stavo bene e avevo giocato solo due minuti. Ora la nostra testa deve andare già alla partita con Chieti, un turno infrasettimanale importante in trasferta.
È da questo tour de force, tra Matera, Chieti e Ferrara, che verrà fuori il valore di Trieste?
Dopo sette-otto partite il campionato si inizia a delineare ed è chiara una cosa: c'è molto equilibrio, di conseguenza le squadre se la giocano di volta in volta, vinci due partite e ti trovi nella parte alta della classifica, le perdi e ti trovi nella parte bassa. Restiamo concentrati per quaranta minuti e cerchiamo di non avere cali di attenzione; se riuscissimo a confermarci anche fuori sul piano del gioco che proponiamo in casa, sono certo che potremmo far nostre le partite in trasferta. Non è facile perché siamo un gruppo giovane, ma il colpaccio fuori per noi è fondamentale per prendere entusiasmo, ci serve per vincere.
Bella poi la considerazione di Coronica sul ritorno di Mastro da avversario, a Trieste. Anni di battaglie e gioie sul campo condivise con il giocatore da quest'anno alla corte della Bawer.
Mi ha fatto molto piacere che il pubblico di Trieste abbia applaudito tutti i suoi canestri, vuol dire che in questi anni si è guadagnato il rispetto e l'affetto di questa gente, ne sono davvero felice. Abbiamo un pubblico intelligente.
Tornando alla gara, questa volta un gioco meno pulito ma l'importante era ritrovare i due punti...
L'importante non è come si vince una partita, l'importante è vincere. Anche nel calcio che tu vinca dieci partite per 1-0 va bene uguale. Se una formazione riesce a giocare bene, a trovare confidenza ed entusiasmo, è logico avere più possibilità di ottenere un successo e saper gestire i momenti difficili. Contro Matera abbiamo capito che possiamo vincere anche le partite punto a punto, facciamone tesoro.
Decisiva nel finale la difesa, avete bloccato le bocche di fuoco dei lucani.
È una bella nota e mi fa molto piacere essere stato parte del quintetto finale. Resto convinto che questa squadra deve partire dalla difesa, se vuole vincere le partite. Abbiamo talento, siamo in tanti, ma non abbiamo il giocatore che ti fa vincere da solo la partita con venticinque punti personali. Dunque, se impariamo a difendere bene, di conseguenza impareremo anche ad attaccare bene.
Guido Roberti
Riproduzione riservata © Il Piccolo








