Costalunga senza campo Più di 60 ragazzini costretti a emigrare
TRIESTE
Il settore giovanile del Costalunga è in agonia. Gli iscritti non mancano, gli allenatori e i dirigenti che lavorano gratuitamente persistono nel loro amore verso questa società, una dirigenza competente resiste, ancora, in maniera stoica. Lo stato di crisi in cui giace lo storico sodalizio di Coloncovez-Poggi Sant’Anna è dovuto esclusivamente allo stop dei lavori di riqualificazione del campo a 7, che sta mettendo a repentaglio il futuro di una delle società più impegnate da sempre verso il sociale e verso i giovani. Sono almeno 60 i ragazzini che, con questo stato di cose, la società ha dovuto collocare in altri club cittadini per farli giocare, in attesa di riprenderli quando l’impianto sarà di nuovo disponibile. «Il nostro augurio e la nostra speranza è che questa situazione si possa risolvere entro tempi brevi, riavviando e ultimando i lavori sul campo storico del Costalunga, altrimenti la società necessiterà di un nuovo impianto», commenta il presidente Roberto Dapinguente.
Insomma, in un modo o nell’altro l’intenzione è quella di andare avanti. Nonostante i grandi disagi, accanto all’ottima prima squadra e all’affiatato gruppo Juniores, il Costalunga ha come proprio fiore all’occhiello la giovane formazione di Esordienti a 11. Il team guidato da Edoardo Alessio con la collaborazione della preparatrice atletica Monica Clari si avvale del contributo dei dirigenti accompagnatori Sergio Ciave e Giorgio Paliaga, nonché dell’assistenza organizzativa fornita dal vice presidente Alberto Biloslavo e dal responsabile amministrativo Elisabetta Lechi. L’allenamento tipo degli Esordienti del Costalunga è solito essere diviso in due fasi: «Nella prima parte opera Monica Clari, un preparatore atletico davvero in gamba - ammette Alessio - che si dedica per 30-40 minuti alla parte più fisica dell’allenamento. Poi subentro io con esercizi di tecnica e spiegazioni tattiche anche durante la partitella finale. Il calcio di oggi non è più quello di una volta, cerco di stare al passo con i tempi seguendo tipologie di allenamento innovative».
Oltre al calcio, però, l’apporto di Alessio ha anche connotati extrasportivi: «Vogliamo essere un punto di riferimento per i ragazzi e stare loro vicini in quelli che possono essere le problematiche comuni di ragazzini di quest’età». Come prima esperienza in un settore giovanile, dopo una lunga militanza come giocatore e allenatore in Coppa Trieste, Alessio non può che ritenersi soddisfatto: «Ho avuto carta bianca dalla società, lavoro in grande libertà. La nostra è una squadra molto giovane, composta da tanti ’97, che sicuramente potrà dire la sua nel prossimo campionato primaverile. E poi sono sicuro che dal nostro gruppo potranno emergere diversi buoni elementi. Penso a David Paliaga, Martina Crivici, Daniel Ciave, Riccardo Milocchi e Moreno Ghizzoni, ma anche gli altri, essendo ancora piccoli, avranno il tempo per crescere».
Riccardo Tosques
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