Costantini ora deve evitare l’insidia del calo di tensione

La fuga dell’Ufm può pesare soprattutto sul piano psicologico ma per gli spareggi c’è da tenere a bada l’Azzanese che nonostante il ritardo può giocare brutti scherzi
Di Ciro Esposito
Gemona 7 Aprile 2013. Calcio Dilettanti. Gemona - Triestina. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press
Gemona 7 Aprile 2013. Calcio Dilettanti. Gemona - Triestina. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press

TRIESTE. Dopo il pareggio di Gemona la vetta è più lontana, anche se sulla carta l’Ufm non è irraggiungibile. Ma più che la matematica è il fattore psicologico a poter pesare sui ragazzi alabardati e anche sui loro supporter. Un aspetto questo sul quale dovrà fare particolarmente attenzione Maurizio Costantini. L’Unione ha perso il 40% dei punti rimontati al Monfalcone nel primo scorcio del girone di ritorno. La squadra di Zoratti ha ripreso quota o meglio ha ripreso la marcia che dalla quinta giornata di questa stagione l’ha sempre tenuta con la testa avanti a tutte le altre. Tanto di cappello ai monfalconesi. I triestini potrebbero avere la tentazione di adagiarsi. Situazione pericolosa perché è vero che l’Azzanese alle spalle è a sette punti (e domenica riposa) ma deve pur sempre ospitare l’Unione che poi starà ferma nell’ultimo turno. Insomma bisogna arrivare ad Azzano a inizio maggio con l’attuale vantaggio. Soli così sarà certa la partecipazione agli spareggi per salire in D.

La condizione Detto del delicato aspetto psicologico domenica gli alabardati non sono sembrati particolarmente in palla nemmeno sul piano fisico e dell’approccio. Se, come è probabile, la volata verso la D avrà un’appendice di un mese, il tecnico deve capire come gestire il gruppo anche sul piano atletico. Contro squadre rocciose e poco manovriere (come la Gemonese) l’Unione ha sempre fatto fatica. Se le distanze tra i reparti si allungano non c’è chi abbia birra in corpo per ricucire. Il lavoro di queste settimane dovrà essere indirizzato a ottimizzare questo aspetto anche in vista degli eventuali play-off dove è facilmente ipotizzabile che si giocherà poco di fioretto.

La tattica Il momento più brillante dell’Alabarda (e cioè tra gennaio e febbraio) è coinciso con il pieno inserimento del giovane Zetto. Purtroppo il ragazzo resterà fuori per un bel po’ di tempo per infortunio e anche con questo bisogna fare i conti. Non solo per le sue doti individuali ma anche per l’equilibrio della squadra in campo. Con due baby (con Di Carlo) a disposizione a centrocampo Costantini ha avuto la possibilità di rinforzare la difesa, dare più opportunità di volate a Cipracca, mettere meno pressione ai centrocampisti centrali.

La differenza La sensazione è che comunque la principale differenza con l’Ufm sia la capacità del team di Zoratti di risolvere le partite con poche azioni efficaci finalizzate dalle punte. Rocco, Acampora e Bardini hanno percentuali realizzative pesanti. La Triestina non ha mai avuto il pieno apporto (per motivi anche fisici) della sua prima punta Araboni. La società aveva puntato su di lui (anche economicamente) e c’è solo da augurarsi che l’investimento possa tornare nel finale di stagione. Venturini, Monti, Franciosi e Muiesan stanno facendo il loro ma l’assenza di un attaccante “risolutore” alla lunga si fa sentire.

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