Dal Carso ai professionisti, la “fuga” dei due Petelin

Charly e Jan corrono per due squadre diverse, ma se si incontreranno nella stessa corsa scatteranno assieme
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Sono cresciuti sempre in sella ad una bicicletta, prima affrontando le strade del Carso e poi esplorando i tracciati di tutta Europa, inseguendo il sogno del professionismo. Stiamo parlando dei fratelli Charly e Jan Petelin, nati in Lussemburgo - il Paese originario della mamma mentre il papà è triestino e fu un ottimo corridore ai tempi di Merckx sfiorando l'ingresso tra i prof - ma vissuti fin dalla tenera età a Opicina si sono poi trasferiti dal 2014 nei dintorni di Conegliano. Quest'anno, Charly, classe 1994 e Jan, classe 1996, vestono entrambi i colori di due team professionistici. Il primo corre per la squadra Continental dell'Amore & Vita Prodir mentre il secondo fa parte dell'organico dell'ambiziosa Vini Zabù-Ktm (categoria Professional), che è stata pure invitata al Giro d'Italia.

Come avete affrontato le ultime stagioni della vostra carriera e come siete approdati alle vostre nuove squadre?

Charly: «Gli ultimi anni sono stati pieni di alti e bassi, ma anche nei periodi più bui sono riuscito a non mollare, grazie soprattutto alla nostra famiglia, che ci ha sempre supportato. L'anno scorso con grinta e tenacia ho trovato una buona continuità e numerosi piazzamenti di valore nel calendario Under 23- Elite. Così qualche mese fa mi sono proposto all'Amo & Vita Prodir, e dopo un mese di attesa, mi hanno selezionato». Jan:«Nel 2016 ho adottato sportivamente parlando la cittadinanza lussemburghese e mi sono trasferito nelle terre materne. Ho militato per quattro stagioni nelle file del Team Differdange (semiprofessionisti) con cui ho gareggiato principalmente in Belgio, Olanda e Francia. Ho inoltre fatto parte della nazionale lussemburghese Under 23 con cui ho battagliato nella Coppa delle Nazioni, facendo la Roubaix e il Fiandre di categoria. Momento chiave della mia carriera è stato senza dubbio il Tour de l'Avenir del 2017 (vinto da un certo Egan Bernal) che ho concluso, nonostante io sia un uomo da gare d'un giorno, imparando a gestirmi e a conoscere in profondità il mio corpo. Gli ultimi due anni sono stati un crescendo, poi, sentendomi pronto per entrare nel “grande”ciclismo ho bussato alla porta della Vini Zabù ed è andata bene».

Il vostro esordio nel 2020?

C: «Il 16 febbraio ho corso al Trofeo Laigueglia (classica d'apertura della stagione italiana) in supporto al nostro capitano che si è giocato il successo fino alla fine, concludendo poi all' 8° posto». J: «A causa del coronavirus, che ha stravolto il calendario e di qualche problema fisico non ho ancora attaccato il numero sulla schiena ma a metà marzo dovrei gareggiare, forse al Gp Slovenia-Istria del 21 marzo, in cui ci sarà sicuramente Charly. Se saremo tutti e due sulla linea di partenza, potete scommetterci che proveremo ad andare in fuga assieme».

Il vostro obiettivo per quest'annata?

C: «Trovare una certa costanza di rendimento e provare a raggiungere dei buoni piazzamenti individuali quando avrò carta bianca». J: «Conquistare la fiducia del team e poi chissà...il Giro quest'anno passa proprio dalle parti di Conegliano, sotto casa nostra». —





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