Dalla robotica ai Big Data: così la tecnologia cambierà il futuro

Robotica, intelligenza artificiale e machine learning, supercomputer e big data sono tecnologie rivoluzionarie che giocheranno un ruolo chiave nel nostro futuro e in quello del nostro pianeta. Ci aiuteranno nel monitoraggio della salute pubblica e in quello ambientale, in campo medico, nella previsione di eventi climatici estremi e picchi pandemici, nell’ottimizzazione dell’uso dell’energia, nella gestione dei trasporti e nell’ideazione di nuovi materiali. Ma algoritmi intelligenti e network digitali potrebbero anche essere utilizzati per scopi utilitaristici e per nulla nobili, come il controllo sociale e politico della popolazione. Le tecnologie intelligenti e le loro implicazioni etiche e sociali saranno al centro di una serie di incontri che, all’interno dell’EuroScience Open Forum, sono stati riuniti sotto il cappello tematico “I compute, therefore I am” e coinvolgeranno alcuni tra i maggiori esperti a livello internazionale in quest’ambito: scienziati, ma anche decisori politici e giornalisti. Si partirà il 3 settembre alle 8.30, con la conferenza “Extending the body into digital technology: an evolutionary perspective”, in cui si confronteranno, tra gli altri, Claudio Tuniz dell’Ictp, Atsushi Iriki (Laboratory for Symbolic Cognitive Development, Riken Brain Science Institute), ed Emiliano Bruner (Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana, Burgos). L’incontro sarà proposto anche all’interno del Science in the City Festival, il 4 settembre alle 18 all’Auditorium del Museo Revoltella. «I ragni estendono il loro corpo e la loro mente con la costruzione di ragnatele. Nel caso umano, fin dal Paleolitico siamo stati dei cyborg in formazione: la connessione tra il corpo e gli oggetti che utilizziamo è diventata parte dei nostri meccanismi evolutivi - spiega Tuniz -. Esportando il processo cognitivo in elementi extracorporei abbiamo delegato, per esempio, la memoria fissata nelle pitture rupestri e nella scrittura alla rubrica del nostro cellulare e ai Big Data di Google». Ma questa nostra natura di cyborg si esplica anche nei grandi progressi compiuti dalla medicina: in “Will I walk again? How next generation artificial limbs are shaping the future of medicine”, in calendario il 4 settembre alle 12, si discuterà di arti artificiali e di come esperti di robotica, neuroscienze, chirurgia e interfacce uomo-macchina stiano lavorando per creare protesi che l'utente sentirà e comanderà come una parte del proprio corpo. Ampio spazio sarà dedicato anche ai dilemmi aperti dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei big data: nell’incontro “Network user security and privacy solutions in the era of artificial intelligence and GDPR” (in programma il 3 settembre alle 18) si toccheranno temi sensibili come quello della sicurezza, mentre in “Artificial Intelligence: A blessing or a threat for society?” si cercherà di comprendere come conciliare etica e intelligenza artificiale. E ancora, ci si interrogherà sulla “Data Revolution”, si discuterà del futuro delle Neurotecnologie e ci si concentrerà sul tema dei supercomputer e sugli algoritmi da sviluppare per sfruttare al meglio potenze di calcolo un tempo inimmaginabili, tema quest’ultimo su cui i ricercatori del sistema Trieste hanno molto da dire. —
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