Dall’Est a scuola di rugby a Trieste
Presentato al consiglio federale il progetto di tutoraggio per Slovenia e Croazia

TRIESTE. Trieste scuola di rugby per la Slovenia e la Croazia. Il progetto che vede la Federazione italiana rugby investita dalla Federazione europea del ruolo di tutor per i due Paesi della ex Jugoslavia è stato illustrato venerdì scorso nel corso dell’ultima riunione del consiglio federale della Fir. A parlarne, in particolare, è stato il vicepresidente nazionale Nino Saccà mentre l’intera procedura è stata seguita nel corso di questi mesi anche dal segretario generale della Fir Claudio Perruzza.
Il fatto che l’argomento sia stato affrontato proprio in questi giorni non è casuale. Sabato prossimo infatti si sarebbe dovuto svolgere a Trieste un incontro tra i rappresentanti delle tre federazioni rugbistiche, incontro però rinviato a dopo l’estate in quanto il presidente del rugby sloveno Primož Bohinc è in scadenza di mandato e quindi si attende prima l’elezione del nuovo presidente.
Ma quali saranno gli scopi principali dell’accademia triestina rivolta alla crescita del rugby sloveno e croato? Da una parte si lavorerà per migliorare la tecnica di base dei giocatori giudicati più interessanti, dall’altra l’attenzione sarà riservata anche alla formazione dei tecnici, a tutti i livelli, da quelli delle giovanili a quelli delle prime squadre, oltre che di tutte le altre componenti del movimento, a iniziare dagli arbitri.
Al progetto che vede coinvolta la Fir si sta lavoraando ormai da diversi mesi. È stato infatti nel 2015 che Rugby Europe, la federazione europea, ha avviato un approfondimento per verificare le sinergie possibili per far crescere il movimento in tutto il continente. Ed ecco quindi che naturale è emersa la candidatura italiana al tutoraggio nei confronti di Slovenia e Croazia (così come ad esempio la Romania seguirà la Serbia). E altrettanto naturale è apparso quello che potrebbe essere il ruolo di Trieste. È vero, oggi, il rugby in Slovenia e Croazia è fatto di piccoli numeri: da una parte abbiamo sostanzialmente cinque società (tre a Lubiana, una a Maribor e una a Novo Mesto) e dall’altra nove (quattro a Zagabria, le altre a Spalato, Sinj, Makarska Rivijera, Sebenico e Fiume). Ma la voglia di crescere è enorme come ha verificato nei giorni scorsi la stessa Venjulia che con la squadra under 16 ha partecipato - vincendo - a un torneo a Zagabria. E non solo. La nascita dell’Accademia per l’Est sarebbe un’occasione anche per il rugby triestino, a iniziare dalla definizione delle problematiche legate alla gestione del campo di Prosecco dove il Venjulia è al momento in qualche modo “ospite pagante” del Primorje, cui l’impianto è affidato dal Comune.
E così a settembre il progetto potrebbe partire ufficialmente con forza dopo il lungo rodaggio di questi mesi. A Roma lo stanno seguendo con attenzione per il prestigio internazionale, diplomatico oltre che sportivo, che può offrire. Ma anche in regione e in particolare a Trieste potrebbe avere ricadute significative anche in questo caso sia sportive, visto quello che sarà l’intervento di tecnici federali, che gestionali, con il possibile arrivo di finanziamenti importanti anche dalle casse europee oltre che con l’auspicata soluzione del nodo-impianto.
GuidoBarella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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