D'Aniello: «Vogliamo ridare credibilità alla Triestina»
Applausi alla presentazione del nuovo direttore generale e presidente del cda della Triestina calcio

Più di un’ora di conferenza, aperta e chiusa dagli applausi. Non capitava da anni. Giuseppe D’Aniello, alla prima in pubblico da Presidente del Consiglio di amministrazione della Triestina, ha voluto rassicurare la piazza unendo alla dichiarazione delle idee presenti e future quell’effetto nostalgia che tocca i cuori inevitabilmente.
A 10 anni esatti dalla prima volta a Trieste in epoca Biasin, affiancato da Marco Margiotta in rappresentanza di House of Doge e dell’intero board alabardato, D’Aniello ha fatto leva sulla trasparenza, primo elemento imprescindibile per ricostruire il rapporto con una piazza atterrita da tre anni di disastri.
Piano rateale per l’estinzione del debito per l’utilizzo dello stadio Rocco, compatibilmente con gli schemi fissati dall’agenzia delle entrate, interlocuzioni definite serene e professionali con il Comune per il nuovo rapporto da iniziare e la possibilità di disputare la serie D nello stadio intitolato al Paron, massima collaborazione con autorità inquirenti e la magistratura sull’inchiesta aperta in cui l’attuale reggenza alabardata si sente sicura ed estranea alle ipotesi di reato.
Ma anche ripresa dei dialoghi e delle idee per riprendere la costruzione dei campi (prima ancora che dell’idea stessa di centro sportivo) sul famoso terreno individuato in zona Montedoro e già finanziato al 49% dal pubblico con il contributo della Regione.
Base per riavviare l’attività giovanile a piccoli passi, e poi il lato sportivo, con una ponderata ma quasi imminente nomina di un direttore sportivo e a caduta un allenatore e una squadra da costruire con un budget definito buono per la categoria, senza voli pindarici e vittorie facili ma con la promessa di doversi meritare, tra le tante cose, marchio e fiducia da parte dei tifosi e della città.
Tanta carne al fuoco in un clima in cui la figura centrica di D’Aniello (una quarantina di deleghe e relativi poteri per sua stessa dichiarazione) funge da garanzia e riferimento. Non spaventano le imminenti scadenze sul fronte sportivo (16 giugno saldo delle spettanze ai tesserati federali, con possibile proroga a luglio per le retrocesse, opzione comunque non considerata per procedere senza rischi all’iter di iscrizione alla prossima serie D).
Quanto al marchio dunque, fiducia da meritarsi e da non considerare concessa al primo colpo. E su esplicita richiesta, il ritorno delle magliette rosse (e non arancioni) volute dal tifo. Fatti. Per ricostruire, pian pianin ma con morbin, come avrebbe detto quello che D’Aniello considera ancora il suo Presidente, Mario Biasin.
Decisivi per accettare l’incarico, la presenza negli uffici di persone note e ritenute più che valide, ma soprattutto le garanzie prestate dal board alabardato, ora chiamato alla prova dei fatti.
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