D’Aniello: «Vogliamo ridare credibilità alla Triestina»

Applausi alla presentazione del nuovo direttore generale e presidente del cda della Triestina calcio

Guido Roberti
La presentazione del nuovo direttore generale della Triestina D'Aniello (Bruni)
La presentazione del nuovo direttore generale della Triestina D'Aniello (Bruni)

In Beppe D’Aniello i tifosi la fiducia ce l’hanno già. A testimoniarlo la sala stampa del Rocco, piena zeppa di supporter alabardati per la presentazione del nuovo direttore generale e presidente del cda.

Ora però tocca al club guadagnarsi la fiducia. Non a caso, è questo il primo argomento toccato da D’Aniello dopo aver ricevuto l’investitura dal Ceo di House of Doge, Marco Margiotta.

Triestina, Margiotta: «D’Aniello ha un grande legame con la piazza e la città»

Dopo i ringraziamenti di rito (anche a Mauro Milanese che l’ha portato a Trieste, oltre al board attuale) e i ricordi delle figure di Mario Biasin e Dario Roccavini, D’Aniello ha chiarito subito la sua priorità: «Il primo obiettivo è ridare alla Triestina la credibilità persa negli ultimi anni nei confronti di città, tifosi e istituzioni. Va ricostruito un rapporto attraverso i fatti, senza fare proclami. Se per i ruoli che ricopro ho una responsabilità civile, penale e professionale, devo dire che mi sento addosso anche una grande responsabilità di natura emotiva perché considero Trieste la mia città: ci vivo da tanti anni e il legame è forte».

Le potenzialità

Per far capire agli altri membri del board cosa può dare Trieste, D’Aniello ha confessato di essere ricorso a un escamotage: «Nei primi colloqui avuti con la proprietà, ho mostrato le immagini dello stadio Rocco gremito in quella sfortunata finale col Pisa, dicendo loro che questi sono i risultati che Trieste riesce a dare. Ma serve lavorare bene. Nella mia precedente esperienza qui, ricostruimmo tutto pressoché da zero, ristrutturando il settore giovanile, creando credibilità e ottenendo quel risultato con il lavoro. Per accettare adesso ho avuto le mie garanzie: io mi sono fidato, dico a tutti di fidarsi perché hanno un progetto per Trieste e un grande interesse a fare bene».

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Deleghe e collegialità

Sul modus operandi che ne caratterizzerà la gestione, D’Aniello spiega come stanno le cose. «Ho una quarantina di deleghe che mi rendono operativo anche dal punto di vista economico, ma in ogni caso voglio condividere ogni scelta col resto del board dirigenziale, ovvero Margiotta, Rothstein e Centner. Ho sentito dire che ci sarebbero stati dissidi, anche sulla scelta del ds: niente di tutto questo, ci confrontiamo su ogni aspetto com’è giusto che sia, come una famiglia allargata, sia esso finanziario o più strettamente tecnico».

La questione Rocco

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Lo stadio Rocco deserto (foto Andrea Lasorte)

Per il dg ci sono pochi dubbi, il Rocco è l’unica soluzione possibile, anche se bisogna lavorarci sopra: «Ho già fatto quattro incontri con le istituzioni e vedrò insieme a Margiotta il sindaco Dipiazza. Per quanto riguarda il passato, la rateizzazione del debito sarà estinta nell’arco di sei anni, il massimo consentito dall’Agenzia delle entrate: la fideiussione è quasi pronta e il piano in procinto di partire, ottenuto grazie alla massima collaborazione trovata in Comune con due seri professionisti come Cipriani e Lorenzut. Per quanto riguarda l’utilizzo del Rocco nel prossimo campionato, è volontà e interesse di tutti giocare qui. I costi sono notevolmente lievitati rispetto alla mia precedente esperienza, ma insieme stiamo cercando di trovare una soluzione che sia equa e sostenibile, prendendo in considerazione i ricavi di una società di D. Sono sicuro che una soluzione sarà trovata, perché è nell’interesse di tutti. Gli allenamenti? Siamo rivolti sempre al Grezar, ma finché non finiranno i lavori ci saranno delle soluzioni grazie alla collaborazione dei comuni limitrofi».

La scelta del ds

Sul ritardo nella scelta del ds, D’Aniello assicura che ormai manca poco: «Meglio prendersi qualche giorno in più per fare la decisione giusta, anche Biasin diceva “Pian pianin, ma con morbin”. Di candidati ne ho incontrati 9 sui circa 150 che mi sono pervenuti e comunque confidiamo di poter ufficializzare questa figura entro l’inizio della prossima settimana. Subito dopo verrà l’allenatore, che sarà uno step più rapido da definire. I requisiti per la scelta del ds sono tre: uno economico perché deve rientrare nel budget, uno di credibilità e uno di competenze che siano rapportate alla categoria».

Squadra competitiva

Ma quale sarà il livello della rosa che si potrà costruire? D’Aniello assicura che sarà competitiva e degna del nome della Triestina: «Non dobbiamo avere l’assillo della classifica o il dovere di vincere entro tot anni, la base fondamentale è che il club torni ad essere la Triestina e che la squadra sia competitiva, degna del nome che porta. Conosciamo le difficoltà della categoria, ma assicuro che il budget stanziato sarà adatto a creare un gruppo molto competitivo».

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