Dietro le quinte, 78 all’opera tra dipendenti e volontari

È stata un’edizione sicuramente "diversa" a cui non è mancato di sperimentare la potenza dell’imprevedibile, come in un videogame con i livelli di difficoltà a scalare e oggi sono tutti gamer professionisti. Esiste un Esof dietro le quinte che si è dovuto confrontare con l’”inedito” soprattutto dal punto di vista logistico e organizzativo, tra eventi in presenza, online e l’interazione tra le diverse platee, giornalisti in presenza e giornalisti online, lo stesso per ospiti, speaker e pubblico.

La squadra che organizza l'evento ancora non ha tirato il fiato, si corre sempre ai festival ma, fino all’ultimo respiro, il Centro Congressi in Porto vecchio avrà un battesimo di fuoco direttamente con la Opening Ceremony il 2 settembre.

30 persone, tra dipendenti, collaboratori, stagisti e risorse interne di alcuni enti locali, tra i quali in prima linea Sissa, Area Science Park e Twas, 38 volontari tra studenti e studentesse dell'Università di Trieste e 8 studenti e studentesse del Master in Comunicazione della Scienza.

Tolte le posizioni apicali, un’età media che si aggira intorno ai 35 anni. L’evento più corale della storia scientifica della città. Non sono mancate le palpitazioni con un Festival da ripensare, ridisegnare e riprogrammare con l'obiettivo di rendere Esof 2020 il più accessibile possibile, per tutti coloro che desiderano partecipare anche da remoto.Il rovescio della medaglia è che la scienza non ha mai avuto tanta attenzione da parte del pubblico e per un periodo così lungo.

Nelle settimane più intense del festival parte dello staff animerà il quartier generale di Esof2020 in Porto vecchio, ovvero gli uffici ubicati accanto alla Centrale idrodinamica dove opererà la squadra che tirerà il fiato solo dopo il 6 settembre. —



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