Dietrofront di Milanese, è rimasto a Salerno
Il giocatore: «La Triestina poteva chiudere la trattativa un mese fa». Lima verso Mantova
TRIESTE
Un dietrofront clamoroso: Mauro Milanese all’ultimo momento ha avuto un ripensamento e ha voltato le spalle alla Triestina accordandosi con la Salernitana. Il difensore giuliano giocherà in C1 con gli amaranto nella stagione 2007-2008, nonostante fosse già stata raggiunta l’intesa con l’Unione lunedì sera. La telenovela tra l’Alabarda e l’ex Queen’s Park Rangers, insomma, si è risolta in maniera impensabile, dopo che il finale sembrava essere già stato scritto. Un ribaltone maturato nel giro di una notte per un 50 mila euro in più di premio e la disponibilità di un appartamento. A questo punto è utile ricapitolare l’intera vicenda.
Ore 19.30 di lunedì: la Triestina e Mauro Milanese trovano l’accordo per il ritorno del giocatore in città e si danno appuntamento a mercoledì mattina per la firma, ritenuta ormai solo una formalità. Ore 12.15 di ieri: il 36enne centrale sottoscrive un contratto di un anno con la Salernitana e oggi, ovviamente, non si presenterà nella sede rossoalabardata. L’Unione è beffata e, in pratica, con una mossa perde non uno, ma due difensori: Mauro sarebbe stato inserito nell’elenco B in virtù dell’antica militanza nel vivaio giuliana, liberando un posto per il francese Audel. Così, invece, bisogna rifare tutto, trovando un altro tassello per il reparto arretrato, cosa che costringerà il promettente transalpino a disputare solamente gli incontri con la Primavera. Il mistero relativo alle motivazioni che hanno portato Milanese a propendere per questa sorta di voltafaccia vanno ricercate appunto nella notte tra lunedì e martedì. In quelle ore che hanno tenuti svegli i protagonisti della vicenda fino a tardi. Proprio attorno all’una, infatti, il diesse della Salernitana, Angelo Fabiani, vecchia conoscenza dell’Alabarda, ha sfoderato la retromarcia decisiva, ripristinando il premio da 50mila euro promesso in origine a Mauro e aggiungendo all’offerta contrattuale (che pareggiava quella dell’Unione) anche il pagamento delle spese per l’alloggio.
La pressione della dirigenza campana è stata tale, che il 36enne centrale alla fine ha detto di sì. «Con la Triestina ci sono stati tanti avvicinamenti – fa luce sulla questione proprio Milanese -, ma mai definitivi. Mi sarebbe piaciuto tornare a casa, però probabilmente sarebbe stato giusto chiudere la trattativa subito dopo i primi colloqui. La mia volontà era quella di giocare, non di fare l’allenatore o il direttore sportivo a fine carriera: mi sarebbe piaciuto dare una mano, è vero, ma in un altro ruolo, meno importante. Anche perché per certi incarichi non si può saltare la gavetta. Se la società rossoalabardata mi avesse proposto di firmare prima, mostrando un interesse più forte, allora forse le cose sarebbero finite in modo diverso.
La Salernitana, dal canto suo, ha insistito tanto all’ultimo, dopo che a un certo punto sembrava fosse tutto a posto con la Triestina, e mi ha convinto: ho accettato una sfida importante, in un sodalizio ambizioso, perché la cosa che desidero di più adesso è ancora scendere in campo». Incassato il montante campano, dopo aver vacillato nell’angolo del ring per alcuni istanti come un pugile suonato, l’Alabarda si è rimessa in caccia per arrivare al difensore che le manca. Nelle ultime ore, ai nomi di Petras e Maietta si è aggiunto quello del vicentino Emanuele Pesoli, classe ’80, che i biancorossi vorrebbero cedere. Rimane in piedi anche la pista Franchini del Mantova, per il quale è stato ipotizzato pure uno scambio alla pari con Ildefonso Lima.
Una scelta che, certo, non sarebbe ben vista dalla tifoseria triestina, la quale considera l’andorrano un idolo intoccabile. Nel frattempo, in uscita, il diesse De Falco sta trattando con l’Acireale la cessione di Simone Groppi. Sempre vivo, infine, l’interessamento per gli attaccanti Dino Fava (Treviso) e Tomas Danileviucis (Bologna). Entrambe sono operazioni non facili, per motivi differenti.
Matteo Unterweger
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