«Dispiaciuto per la sorte della Triestina»

TRIESTE Il destino ha voluto che a dare l’ultimo calcio per far sprofondare nel burrone la Triestina sia stato proprio Rolando Maran, il tecnico che due anni fa non fu riconfermato dalla società

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Il destino ha voluto che a dare l’ultimo calcio per far sprofondare nel burrone la Triestina sia stato proprio Rolando Maran, il tecnico che due anni fa non fu riconfermato dalla società anche sotto la spinta dei tifosi. La sua colpa, non aver centrato i play-off dopo esserci andato vicino, mentre il reale obiettivo stagionale, la salvezza tranquilla, era stato raggiunto da tempo. Ma che a condannare la Triestina sia stato il suo Vicenza, un po’ a Maran dispiace: «Non mi fa certo piacere che la Triestina retroceda: qui ho passato due anni, sono legato a questo ambiente e so quanto ci tenesse alla categoria. Ma al di là di questo, va detto che la retrocessione non nasce certo dalla sconfitta col Vicenza, ma viene da lontano. Se me l’aspettavo? No, dalla Triestina mi attendevo un campionato diverso».

A chi si aspettava un Vicenza più arrendevole, Maran risponde: «Noi innanzitutto dovevamo portar a casa dei punti perché non eravamo ancora matematicamente salvi. E poi dovevamo onorare il campionato, lo sport e la maglia. Siamo tornati a fare una buona prestazione, pur sapendo che la Triestina era carica e si giocava le sue ultime chances». Il suo secondo anno a Vicenza assomiglia molto al secondo triestino: si è andati oltre le aspettative sognando i play-off, poi tanti mugugni. «Non dimentichiamo che l’obiettivo del Vicenza era quello di salvarsi – spiega Maran – ma abbiamo fatto tre quarti di campionato alla grande e per un po’ abbiamo sognato. Questo ha creato aspettative maggiori, poi andate disilluse. Ma questa è una squadra giovane che ancora deve crescere».

Antonello Rodio

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