«Doveroso fermare le partite Giusto l’accordo dei comitati»

/ TRIESTE
Molti i risvolti approfonditi dal presidente Alessandro Michelli di Fipav Fvg, dopo l’ordine dato dal Consiglio Regionale di pallavolo di posticipare l’inizio dei tornei di C, D e giovanili all’8-9 gennaio prossimi. Non era facile riflettere su come gestire la disciplina normativa diversa tra C e D, regolate dalla Fipav nazionale in modi diversi. Poi c’è il tema delle divisioni territoriali e dei tornei giovanili, che vengono fermati fino a nuova regolamentazione col dpcm.
Spiega il vertice Fipav: «La posizione di un presidente regionale è quella di dover decidere al più presto, e bisognava fermarci. La suddivisione tra C e D, trattate in modo diverso secondo la Fipav centrale, le giovanili che non possono fare attività, la raccomandazione governativa a limitare gli spostamenti tra Comuni: insomma era doveroso bloccare il via ai nostri campionati e posticiparli a gennaio, per un senso largo di responsabilità. E di attenzione verso atleti, società e persone. Sono aumentati, in questo tempo, – ammette Michelli – i dubbi, le incertezze, le paure: il nostro è stato un segno fermo, doveroso, uno stop che anticipa quelle che saranno le decisioni a breve del Governo. Tutti i campionati, di categoria seniores, regionali, maschili giovanili, ma anche gli altri, i femminili e tutte le giovanili: giusto che tutti i comitati si siano allineati a questa scelta, a una imposizione doverosa, ed inevitabile, in attesa che si riesca a fare qualcosa contro questo maledetto virus che sta tagliando le gambe allo sport». Le problematiche legate alla fine dei campionati si superano: c’è tempo comunque sino al 30 giugno prossimo, e anche per le finali regionali, non ci saranno date rigide. Si agisce per dare ad ogni settore e categoria il proprio giusto tempo: non c’è bisogno di pensare a classifiche, punti, formule dei gironi, ma giocare. Tornare allo sport giocato, è l’imperativo. Ma sempre in sicurezza.
«E come sportivi – rintuzza Michelli – abbiamo il compito di non contribuire al contagio, di contenere la pandemia, di non mettere in atto partite e assembramenti dannosi per la diffusione del virus. Giusto quindi fermarsi, nonostante si sia fatto di tutto in estate per ripartire e per ritornare in palestra. Mi auguro che tutti si segua la stessa linea e che ci sia un segnale di unità, per affrontare coesi tutti insieme questo problema, col massimo rispetto per le strutture territoriali e per le società che tanto hanno fatto per ritornare in palestra in sicurezza. In questi giorni “post-rinvio” ho sentito la vicinanza delle persone e la comprensione. Nessuna voce fuori dal coro, ma anzi tanti messaggi di ringraziamento per questo stop difficile, impopolare ne convengo, ma appunto responsabile e doveroso. Troveremo nuove soluzioni per i tornei, con nuovi gironi, formule e date, per trovare soluzioni alternative che permettano alla nostra pallavolo di ritornare allo sport giocato». —
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