Dovizioso a Le Mans più veloce di Rossi In pole c’è Marquez

LE MANS. C'è un italiano, tra i piloti più veloci, nel giorno delle qualifiche del GP di Francia, classe MotoGP. A sorpresa, però, non si tratta di Rossi (Yamaha), ma di Dovizioso (Ducati). Il pilota di Forlì, con un giro quasi perfetto (una sola imperfezione alla curva nove) ha bloccato i cronometri su 1'33”606: il terzo migliore, a quattro decimi dalla pole. Valentino, invece, è lontano: quattro decimi più in basso, ottavo tempo.
Questo è, evidentemente, il circuito della Ducati. Anche in anni difficili come questi, qui in Francia è sempre risuscita a distinguersi. Lo stesso Rossi, che in altri circuiti, in sella alla Desmo, non ha cavato un ragno dal buco, a Le Mans si è aggiudicato il podio nel 2011 e nel 2012. Ci riuscirà anche Dovizioso, oggi pomeriggio?
«In certe condizioni, parrebbe alla nostra portata» ammette Andrea. «Però, attenzione: i migliori possiedono un passo più rapido del nostro. E tra loro considero anche Valentino: l'ho tenuto d'occhio, durante le qualifiche, ed ho idea che in gara possa rendere molto di più. E non so se noi saremo in grado di reggere il suo ritmo...».
Per Rossi, una giornata strana. In ballo, per una ragione o per l'altra, sempre le gomme. In mattinata, è stato rallentato da un pneumatico difettoso; nel pomeriggio, non è riuscito a reggere il passo degli avversarsi: «Sono molto più bravi di me nell'uso dei pneumatici nelle primissime battute. Il nuovo formato delle qualifiche, che costringe ad essere veloci fin dal primo giro, non è quello che mi si adatta meglio. Però, inutile rimuginare: il sistema è questo». E ciccia.
In Ducati, nonostante da tre anni qui la moto sembri la sorella bella di quella schierata sulle altre piste, nessuno è riuscito ancora a dedurre perché. «Forse, ha ragione Dovizioso, quando dice che a Le Mans la percorrenza in curva è minore» afferma Paolo Ciabatti, responsabile del Progetto MotoGP della Casa. E siccome è proprio nelle percorrenza che Ducati paga dazio (dalle curve esce male, non tiene la linea, costringe i piloti a lottare per portarla là dove deve andare) essendo più brevi la tassa è minore. “Bel risultato” sottolinea Dovizioso. “Fa bene al morale”. E fa bene al morale l'essersi messi così alla grande alle spalle Rossi, il pilota che “fece il gran rifiuto”.
Se Dovizioso ammonisce a non considerare Vale fuori gioco, il pesarese è d'accordo. «Marquez, Lorenzo e Pedrosa sono più forti di me, sul passo. Ma io non sono troppo distante. In caso di pioggia, punto interrogativo». La pole è stata appannaggio di Marquez. Il debuttante terribile è riuscito ad imporsi nonostante una caduta (il mattino) e sebbene questo sia un circuito dove, a differenza di Austin e Jerez, in precedenza non aveva mai provato. Da notare che il primo a stringergli la mano, ancora in parco chiuso, è stato proprio Lorenzo, con cui Marc ha innescato, in Spagna, un contenzioso ancora aperto (per un sorpasso che Jorge ancora oggi giudica irregolare). Però, bisogna dirlo: Lorenzo, che sa benissimo come si fa a vincere (qui a Le Mans, per esempio, ci è riuscito la bellezza di tre volte) evidentemente sa anche come perdere. Pure questa è classe.
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