Dovizioso a Le Mans più veloce di Rossi In pole c’è Marquez

Nelle qualifiche il pilota della Ducati si classifica terzo “Vale” filosofo: «Al momento partono meglio di me»
Di Nereo Balanzin
epa03706389 Italian MotoGP rider Andrea Dovizioso of the Ducati Team in action during the free practice of the French Motorcycling Grand Prix at Sarthe Circuit in Le Mans, France, 18 May 2013. EPA/CAROLINE BLUMBERG
epa03706389 Italian MotoGP rider Andrea Dovizioso of the Ducati Team in action during the free practice of the French Motorcycling Grand Prix at Sarthe Circuit in Le Mans, France, 18 May 2013. EPA/CAROLINE BLUMBERG

LE MANS. C'è un italiano, tra i piloti più veloci, nel giorno delle qualifiche del GP di Francia, classe MotoGP. A sorpresa, però, non si tratta di Rossi (Yamaha), ma di Dovizioso (Ducati). Il pilota di Forlì, con un giro quasi perfetto (una sola imperfezione alla curva nove) ha bloccato i cronometri su 1'33”606: il terzo migliore, a quattro decimi dalla pole. Valentino, invece, è lontano: quattro decimi più in basso, ottavo tempo.

Questo è, evidentemente, il circuito della Ducati. Anche in anni difficili come questi, qui in Francia è sempre risuscita a distinguersi. Lo stesso Rossi, che in altri circuiti, in sella alla Desmo, non ha cavato un ragno dal buco, a Le Mans si è aggiudicato il podio nel 2011 e nel 2012. Ci riuscirà anche Dovizioso, oggi pomeriggio?

«In certe condizioni, parrebbe alla nostra portata» ammette Andrea. «Però, attenzione: i migliori possiedono un passo più rapido del nostro. E tra loro considero anche Valentino: l'ho tenuto d'occhio, durante le qualifiche, ed ho idea che in gara possa rendere molto di più. E non so se noi saremo in grado di reggere il suo ritmo...».

Per Rossi, una giornata strana. In ballo, per una ragione o per l'altra, sempre le gomme. In mattinata, è stato rallentato da un pneumatico difettoso; nel pomeriggio, non è riuscito a reggere il passo degli avversarsi: «Sono molto più bravi di me nell'uso dei pneumatici nelle primissime battute. Il nuovo formato delle qualifiche, che costringe ad essere veloci fin dal primo giro, non è quello che mi si adatta meglio. Però, inutile rimuginare: il sistema è questo». E ciccia.

In Ducati, nonostante da tre anni qui la moto sembri la sorella bella di quella schierata sulle altre piste, nessuno è riuscito ancora a dedurre perché. «Forse, ha ragione Dovizioso, quando dice che a Le Mans la percorrenza in curva è minore» afferma Paolo Ciabatti, responsabile del Progetto MotoGP della Casa. E siccome è proprio nelle percorrenza che Ducati paga dazio (dalle curve esce male, non tiene la linea, costringe i piloti a lottare per portarla là dove deve andare) essendo più brevi la tassa è minore. “Bel risultato” sottolinea Dovizioso. “Fa bene al morale”. E fa bene al morale l'essersi messi così alla grande alle spalle Rossi, il pilota che “fece il gran rifiuto”.

Se Dovizioso ammonisce a non considerare Vale fuori gioco, il pesarese è d'accordo. «Marquez, Lorenzo e Pedrosa sono più forti di me, sul passo. Ma io non sono troppo distante. In caso di pioggia, punto interrogativo». La pole è stata appannaggio di Marquez. Il debuttante terribile è riuscito ad imporsi nonostante una caduta (il mattino) e sebbene questo sia un circuito dove, a differenza di Austin e Jerez, in precedenza non aveva mai provato. Da notare che il primo a stringergli la mano, ancora in parco chiuso, è stato proprio Lorenzo, con cui Marc ha innescato, in Spagna, un contenzioso ancora aperto (per un sorpasso che Jorge ancora oggi giudica irregolare). Però, bisogna dirlo: Lorenzo, che sa benissimo come si fa a vincere (qui a Le Mans, per esempio, ci è riuscito la bellezza di tre volte) evidentemente sa anche come perdere. Pure questa è classe.

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