Dovizioso è un lampo nella notte Marquez ancora battuto a Losail

Come nel 2018 in Qatar il ducatista supera in volata il campione della Honda Terzo Crutchlow mentre Rossi si ritrova e risale fino al 5° posto. In ombra Vinales
epa07427669 First placed Italian MotoGP rider Andrea Dovizioso (C) of Mission Winnow Ducati poses on the podium after the Motorcycling Grand Prix of Qatar at Losail International Circuit near Doha, Qatar, 10 March 2019. EPA/NOUSHAD THEKKAYIL
epa07427669 First placed Italian MotoGP rider Andrea Dovizioso (C) of Mission Winnow Ducati poses on the podium after the Motorcycling Grand Prix of Qatar at Losail International Circuit near Doha, Qatar, 10 March 2019. EPA/NOUSHAD THEKKAYIL

Losail. È ancora Andrea Dovizioso l’emiro del Qatar. Il ducatista ha riproposto l’esordio della passata stagione vincendo nuovamente nel deserto e cominciando nel modo migliore la nuova rincorsa al titolo della MotoGp. Lo ha fatto regolando con un finale da manuale (e anche qui è un replay del 2018) il campione del mondo Marc Marquez, battuto di appena 23 millesimi sfruttando il motore straordinario della sua rossa ma anche la sua ormai proverbiale abilità tattica.

Dal rosso Ducati, il successo è virato al giallo dell’incertezza, visto che subito dopo la bandiera a scacchi tutte le scuderie avversarie (Yamaha esclusa) hanno presentato un un reclamo contro l’appendice montata dalla Ducati davanti alla gomma posteriore, sostenendo che fosse permessa solo in caso di pioggia. Reclamo poi respinto per la conferma della classifica finale, che sul podio ha visto anche la Honda di Cal Crutchlow. Ma, pur senza un trofeo in mano, può sorridere anche Valentino Rossi. Non tanto per il quinto posto dietro al bravissimo Alex Rins – il rookie targato Suzuki, che non ha sofferto di timori reverenziali – quanto perché la rimonta dalla 14° piazza ha confermato che il paddock dovrà ancora fare i conti con questo quarantenne reincarnato nel corpo di un ragazzino. E capace, tra l’altro, di mettersi alle spalle ancora una volta l’altra M1 ufficiale, quella di Maverick Vinales, che dopo la pole aveva ben altre aspettative, ma ha sbagliato (non una novità) in partenza e dopo essere rimasto invischiato nelle retrovie si è dovuto accontentare del settimo posto.

Davanti a lui anche la Ducati di Danilo Petrucci, mentre per trovare gli altri italiani si deve scendere all’undicesimo posto di Franco Morbidelli (Yamaha), e al quattordicesimo di Andrea Iannone (Aprilia). Sfortunato Francesco Bagnaia, che in un contatto in partenza ha perso l’ala destra della sua Ducati e si è dovuto ritirare a metà gara. Tredicesimo invece ha finito Jorge Lorenzo, frenato da condizione fisica precaria e imperfetta confidenza con la sua nuova Honda Hrc.

Tornando al vincitore, Dovizioso è partito benissimo, insidiato da Rins per buona parte della corsa. Quando poi a tre giri dalla fine ha cominciato a spingere, Marquez gli è rimasto incollato, lo ha saltato e ha provato a scappare. Ma Dovizioso non ha mollato di un millimetro e, esattamente come un anno fa, un incrocio di traiettorie all’ultima curva e la potenza della Ducati hanno dato la vittoria all’italiano. Che, ora, spera che a fronte di un avvio di stagione uguale a quello 2018, il finale possa essere diverso.

Ecco infine i primi 10 della classifica sul traguardo di Losail: 1. Andrea Dovizioso (Ducati) 2. Marc Marquez (Honda) 3. Cal Crutchlow (Honda) 4. Alex Rins (Suzuki) 5. Valentino Rossi (Yamaha) 6. Danilo Petrucci (Ducati) 7. Maverik Vinales (Yamaha) 8. Joan Mir (Suzuki) 9. Takaaki Nakagami (Honda) 10. Aleix Espargaro (Aprilia). —

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