È trionfo ma amaro per Lorenzo Rossi esulta terzo
FIRENZE. Deciso. Radioso. Sollevato. Jorge Lorenzo, in testa al Gran premio di Italia dal primo all'ultimo metro, ieri ha vinto così, si è presentato in conferenza stampa così, ha commentato le sue vicende così. In pista non ha mai mostrato un attimo di cedimento: si è rivisto il Jorge Lorenzo versione martillo, martello. Quello strumento di lavoro che da bambino aveva visto così spesso manovrare da suo padre, di professione fabbro. Ha vinto mettendo a frutto alcuni particolari (modifiche alla forma del serbatoio, per esempio) che gli hanno consentito di controllare la moto con minor fatica. «Fossero arrivate prima, le modifiche (e fosse arrivato prima questo risultato, ndr) forse oggi potrei dire: continuo con Ducati, invece non posso» ha commentato.
Partita chiusa, tra il pilota e Borgo Panigale? L'impressione è che qualche margine ancora esista; è stata, quella di ieri, la prima vittoria di Lorenzo in sella alla Rossa: Jorge è un serial winner in modalità martillo, gare come quella di ieri le può ripetere. Probabilmente lo spiraglio che il Mugello ha aperto sul suo futuro si allargherà o collasserà nei prossimi Gp. Occhio a quello di Catalunya, tra due settimane. Marc Marquez ha smentito se stesso. Sabato, nell'incontro con la stampa dopo le qualifiche, aveva giurato che quella del Mugello non sarebbe stata una gara da tutto o niente; che non si sarebbe risolta in una pura prova di forza. Al contrario, si sarebbe trattato di un’occasione dalla quale trarre il massimo punteggio. Puntando al podio, come sempre, ma senza considerare la vittoria come necessità assoluta. Invece ha pagato. Mantiene però un margine di 23 punti su Rossi, 28 su Viñales, 29 su Dovizioso. In cinque gare ha collezionato tre vittorie, un secondo posto, due zeri. Come gli interruttori, prevede solo due posizioni: on-off, acceso-spento. È stata spessissimo la sua ammirevole, incontrastabile forza. Ieri è rivelata la sua debolezza. Ma, nel complesso, questo è il suo fascino.
Moto2: se Mattia Pasini, scattato dalla pole, ieri avesse vinto, si sarebbe trattato della sua terza affermazione, al Mugello, nella categoria di mezzo. È caduto mentre era in testa e stava mostrando di averne un po' di più, rispetto agli altri. Gli rimane l'orgoglio di essere stato, all'età di 32 anni e 293 giorni, il più anziano pilota di Moto2 capace di occupare la prima casella della prima fila. Considerando che in MotoGp la pole, sempre qui in Toscana, sabato è andata a Valentino Rossi che a 36 anni e 106 giorni è risultato secondo (come età per la prima posizione) solo a Jack Findlay (39 anni, 121 giorni) beh, se questi sono i vecchietti, datecene, per favore. Sul traguardo finale, vittoria (prima dell'anno) di Miguel Oliveira davanti a Lorenzo Baldassarri, Johan Mir, Francesco Bagnaia. Bagnaia comanda la classifica generale. Considerando che Marco Bezzecchi conduce quella di Moto3, c'è da sottolineare come, dopo diversi anni difficili, gli italiani siano tornati a brillare anche nelle piccole cilindrate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








