Esterni lombardi pericolosi ma meno incisivi in difesa Al solito, la variabile è Henry

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Ultimi 80 minuti per finire la stagione. Nel tempio di Masnago, contro un team in salute, la banda di Dalmasson prova a prendersi i due punti.
Attaccare la prima linea Una delle poche occasioni in cui Trieste può rispondere con la stessa moneta delle avversarie. Il trio di esterni Ruzzier-Douglas-Beane non è definibile come un "razza mastina". Essendo attaccanti, prediligono la strada in discesa, per cui tendono a fare quel passo di "scivolamento" in meno in difesa o a stamparsi pigramente sui blocchi. L'Allianz dovrà essere brava soprattutto con chi ha gambe veloci, Laquintana in primis, ma anche Doyle e Henry.
La lettura sui "pick and roll" Se Trieste raddoppia il play sul pick and roll con Scola a bloccare, l'argentino può segnare 40 punti comodi. Ci sono due letture da dare, a seconda che il "bloccante" sia Egbunu o Scola. Il centro nigeriano è un eccellente esecutore di blocchi, nonché rapido poi nel "tagliare" verso canestro; anche qui, restare nella terra di nessuno, a metà strada, vorrebbe dire subire inchiodate violente su alley-hoop, idem con raddoppi troppo alti sul regista. Quando è Scola a "bloccare" serve una totale dedizione sull'aggressività ad entrambi gli attaccanti, togliendo ossigeno al palleggiatore e la comoda ricezione per il tiro da tre punti letale del "General".
Myke Henry Abbiamo ricamato sul giocatore tutte le giustificazioni per dare un senso a prestazioni ondivaghe: cura al cortisone, nostalgia degli Usa sotto emergenza sanitaria, complessa interpretazione tecnico/tattica indicata dallo staff tecnico. Nelle ultime uscite ci ha pensato lui, con un linguaggio del corpo palese, a mettere (quasi) tutti d'accordo verso l'indolenza ingiustificata. Se staff tecnico e compagni di squadra riuscissero a motivare compiutamente l'uomo di Chicago, l'Allianz avrebbe un'arma pazzesca da utilizzare. Henry ha dimostrato di essere immarcabile quasi per tutte le ali, quando ha voglia ha talento, letture corrette e un arsenale offensivo di alto livello.
Come sta Gražulis? Dalla risposta buona parte del potenziale a disposizione (o meno) di Dalmasson. Il lettone è il collante più indecifrabile (per le avversarie) fra esterni e lunghi, in grado di punire dall'arco come vicino al ferro, soprattutto uno che usa tutti i chili a disposizione per difendere l'area pitturata, meglio di Upson e Delia. —
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