Faticosa ripartenza ma lo sport si è rimesso in moto
L’interessamento della Juventus per Luis Suarez? Il classico “mordi e fuggi” e poi basta con queste dicerie: non è vero che lui non “mastica l’italiano”! Provate a chiedere al signor Chiellini…
Della vicenda che vede coinvolta la squadra campione d’Italia con il “simpatico” (?!?) attaccante uruguagio, salviamo dunque solo i sorrisi che ci regalano le tante spigolature che il web ci sta regalando in questi giorni. L’unica che non ride è probabilmente la Juve, sempre più impelagata nella vicenda. Ciò che però cercheremo di cancellare in fretta è l’amaro che lascia in bocca una storia come l’esame farsa di un giocatore da dieci milioni di euro a stagione, che magari neanche si accorge di infangare con questa omonimia il ben più grande Luisito Suarez dell’Inter di Herrera. Che per altro l’italiano lo imparò perfettamente, in pochissimo tempo…
D’altro canto, questa faticosa ripartenza stagionale (non solo nel calcio), pare voler far di tutto per negarci l’elettrizzante gioia che negli anni passati ci regalava l’avvio dei vari campionati. Esame d’italiano a Perugia a parte, ci troviamo costretti a parlare di tutto, meno che di sport giocati, di formazioni, pronostici, tattiche, speranze ed attese delle tifoserie. Insomma, di tutto quanto solitamente al via di una stagione riempiva le pagine sportive dei quotidiani, piuttosto che i programmi televisivi. In una parola, il sale della passione e della partecipazione della gente.
Oggi dobbiamo invece occuparci di stadi almeno parzialmente da riaprire al pubblico, di scioperi annunciati e paventati, delle continue liti tra Governo e gli organismi che regolano il nostro sport, di federazioni che temono la bancarotta ed il crack societario delle proprie affiliate, qualora non si trovino in tempi rapidi soluzioni adeguate alla crisi che il lockdown passato e quello temuto per un incerto domani, non riescono ancora ad allontanare.
Ci aggrappiamo all’impresa sportiva, al gesto atletico, alla performance del singolo: proviamo ad applaudire i ragazzi sloveni che dominano il Tour de France, i nostri giovani tennisti che si fanno largo tra i top della racchetta, cerchiamo conforto nei primi gol del campionato, ci illudiamo di tornare dentro i palasport (almeno un po' alla volta…) per applaudire “live” e non solo davanti alla tv i giganti del nostro basket. Ma poi sbattiamo contro la realtà di un’emergenza sanitaria dalla quale ci dicono usciremo forse alla fine del 2021 e allora ci prende la depressione.
Cerchiamo allora di vedere comunque il bicchiere mezzo pieno. Stiamo meglio di qualche mese fa: ci siamo rimessi pian piano in moto. Tra le quattro mura di casa nostra si è lavorato sodo per apparecchiare la miglior tavola possibile.
La Triestina sembra proprio più bella di quella maltrattata quest’estate. E non lo dice la Palla che legge il futuro. Lo stanno dicendo i primi risultati sul campo. L’Allianz ha bisogno di tempo, fiducia e lavoro, rinnovata per tre quarti com’è. Ha i mezzi per un “upgrade” almeno dalla terza alla seconda fascia del campionato. Pallamano e pallanuoto, le sorelle “minori” del nostro sport, una fetta del loro campionato l’hanno già vinto: ci sono, ci credono, hanno investito. Un grazie, sentito, se lo meritano.
Insomma, siamo pronti a ripartire, a dispetto delle tristezze di questi giorni. Buona stagione sportiva a tutti. Da queste parti diciamo “buon vento”! Così vale anche per le prossime due settimane in mare… —
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