Ferretti: «In due giorni ho capito lo spirito di una piazza ambiziosa che volevo da tempo»

L’attaccante appena arrivato dopo l’esperienza alla Feralpisalò ha fatto vedere i numeri che ha nel suo repertorio 
Lasorte Trieste 04/08/19 - Coppa Italia, Triestina - Cavese, Ferretti
Lasorte Trieste 04/08/19 - Coppa Italia, Triestina - Cavese, Ferretti

L’intervista

Domenica sera contro la Cavese, il suo biglietto da visita per presentarsi ai tifosi triestini è stato di quelli che non si dimenticano facilmente. E del resto, conoscendo la classe di Andrea Ferretti, apprezzata da avversario della Triestina in questi anni di serie C, c’erano ben pochi dubbi a riguardo. L’attaccante emiliano ex Feralpi, che compirà 33 anni a settembre, in poco più di 20 minuti (è entrato quasi a metà ripresa al posto di Costantino) si è esibito prima in una formidabile girata al volo di sinistro parata da Kucich (il portiere triestino in forza alla Cavese), poi in un tocco felpato dal limite bloccato sempre dal portiere, e infine nella zampata da pochi passi che ha sigillato il risultato con il 3-1 a favore dell’Unione.

Ferretti, con che spirito è arrivato in questa nuova avventura triestina?

«Ero carico non solo dal primo giorno che sono arrivato, ma sinceramente già dalla prima volta che la Triestina mi ha chiamato. Perché l’ho voluta fortemente questa piazza, ci sono state altre squadre che si sono fatte avanti, ma ho aspettato fino all’ultimo per venire al dunque, poi ci siamo riusciti e per fortuna la Feralpi mi ha lasciato andare. Quindi sono davvero felicissimo di essere arrivato a Trieste».

E contro la Cavese ha trovato anche il miglior modo per iniziare con una rete...

«Sì, in effetti il miglior modo per iniziare era entrare e fare subito gol. Ma a parte questo, la cosa importante è che abbiamo vinto e che contro la Cavese abbiamo fatto un’ottima partita».

Le sensazioni dopo il primo impatto con la squadra?

«Prima della partita ho lavorato con la squadra solamente due giorni, ma devo dire che ho già capito molto bene la mentalità e la forza di questo gruppo».

Negli ultimi anni con la Feralpi avete sempre viaggiato in alta classifica, ma c’è la consapevolezza che con la Triestina si partirà per vincere il campionato?

«Assolutamente sì, si parte per vincere, l’obiettivo lo sanno tutti e non ci nascondiamo di certo. Del resto io sono venuto a completare una rosa che era già di grande valore e composta da ottimi giocatori e di categoria superiore».

Come ruolo è pronto a fare un po’ di tutto nel settore offensivo?

«Sì, faccio principalmente la seconda punta, ma ad esempio l’anno scorso nel 4-3-2-1 ho spesso giocato da esterno destro, facendo la mezza punta dietro Caracciolo, insomma ho fatto un po’ di tutto. Ecco magari fare tutta una partita da esterno sarà più difficile, ma se ce n’è bisogno e si vuole lasciare centrali due punte toste, io posso anche mettermi a lato e mettere le palle dentro, non è un problema».

Nonostante la classe e le giocate raffinate che la caratterizzano, ha giocato pochissimo in B e quasi sempre in C: non le pesa a questo punto della carriera?

«Diciamo che un po’ mi ha pesato ma neanche tanto, perché ho giocato sempre in belle piazze molto importanti. Ho fatto solo un anno di C2 che non ci voleva, ma sono ripartito dal basso per poi ricrescere. Arrivare in serie B non è mai facile, certo un po’ di rimpianti li ho, ma se sono qua è anche perché in B ci voglio ritornare». —

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