Filippini scalpita dietro a Brivio «Sto crescendo, ko immeritato»

TRIESTE

In un cupo pomeriggio di gennaio, aveva segnato su punizione il gol del vantaggio ai danni della Triestina, poi atterrata 2-0. Un Gubbio-Triestina a suo modo prezioso per l’Unione, che da quella batosta non aveva più perso fino all’uscita di scena nei play-off a Potenza. Prezioso anche per gli occhi di Milanese che indubbiamente aveva annotato in agenda il nome di Lorenzo Filippini, terzino sinistro classe ’95 cresciuto nelle giovanili della Lazio, ma già protagonista in B con Bari, Pro Vercelli, Cesena ed Entella. In C un’ottima stagione a Pisa, poi Cavese e Gubbio. Un curriculum di rispetto, per un giocatore in parte oscurato dal nome ancora più pesante presente in rosa, Brivio. A Salò, l’esperto Davide non era in partita e per Filippini si è aperta la possibilità di mostrare le qualità 45 minuti. Lo ha fatto bene. Su entrambi i lati, con il terzino romano e Rapisarda, era evidente l’imbarazzo degli opposti gardesani. Non è bastato un numero infinito di cross. «La mia prestazione è stata buona ma non mi interessa più di tanto perché la cosa che conta è il risultato» ha commentato Filippini. «Abbiamo avuto una grandissima reazione il secondo tempo ma gli episodi sono stati abbastanza palesi e ci hanno condannato. Per la reazione avuta avremmo meritato di riprenderla, c’erano almeno due episodi chiari, non so che dire sulla valutazione dell’arbitro». Nulla deve distogliere l’attenzione da un approccio morbido. «Il nostro approccio non è stato perfetto, nei primi 20 minuti siamo andati sotto ma io ripartirei dalla reazione del secondo tempo, lì abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela contro chiunque. Sappiamo che possiamo e dobbiamo dare di più, siamo una squadra forte e dobbiamo mostrarlo su tutti i campi». Per Filippini, una vetrina positiva, per Gautieri e anche lo stesso Brivio, la conferma che in un’ottica di far rifiatare certi elementi, la coperta su quel lato è garantita. Buono a sapersi in vista del trittico Fermana-Gubbio-Carpi. «Sono contento di aver fatto questo spezzone, era da tanto che non giocavo, dal marzo scorso in pratica. Ma non posso essere soddisfatto della mia prestazione se la squadra non è riuscita a recuperare la partita, che era la cosa più importante». —

Riproduzione riservata © Il Piccolo