Flop di Nibali, è Martin il re della Liegi

LIEGI. Italia ancora una volta a bocca asciutta nella classiche del Nord. La Liegi-Bastogne-Liegi incorna Daniel Martin, irlandese della Garmin-Sharp nipote di un ex grande del ciclismo come Stephen...

LIEGI. Italia ancora una volta a bocca asciutta nella classiche del Nord. La Liegi-Bastogne-Liegi incorna Daniel Martin, irlandese della Garmin-Sharp nipote di un ex grande del ciclismo come Stephen Roche. Lo zio la “Doyenne” non l’ha mai vinta, lui invece sì: «Non ci posso credere, la squadra mi ha protetto tutta la giornata». La decana delle classiche gli si addice: l’anno sorso finì quinto. A lanciarlo questa volta il canadese Ryder Hasjedal, autore di una grande prova di forza poco prima della Cote de Saint Nicolas. È conosciuta come la «salita degli italiani», per le imprese di alcuni grandi del passato. Questa volta è stato un monologo per il trionfatore del Giro d’Italia dello scorso anno. Anche se Michele Scarponi si è battuto come un leone fino all’ultimo finendo quinto e primo degli italiani.

«Cercavo risposte per il Giro e le ho trovate. Sono stato io a promuovere l’azione decisiva e penso di aver fatto una bella corsa, così come bene si è mossa tutta la squadra. Nel finale mi è mancato qualcosa per stare a ruota di Rodriguez, ma posso dirmi soddisfatto, perchè più di così non potevo fare». Ha pedalato con i primi anche Vincenzo Nibali, che però è mancato proprio nella parte finale. «Mi è mancata l’esplosività - ha spiegato sempre ai microfoni di RaiSport - e senza questa non puoi vincere classiche come queste. Quando me ne sono reso conto, ho pensato a lavorare per Gasparotto perchè lui è veloce e in volata poteva ottenere un bel piazzamento, come poi è avvenuto».

La corsa, che quest’anno ha superato i 260 km (261,5), con consueta conclusione ad Ans, alle porte di Liegi, è stato movimentata subito da una lunga fuga a sei (De Clercq, Jerome, Fumeaux, Lang, Veucheulen e Armee). Ma naturalmente la fuga è presto naufragata. I fuochi di artificio tutti nel finale. Hesjedal è partito lavorando per Martin. Purito Rodriguez è stato il primo a scattare all’ultimo chilometro, allora è partito l’irlandese che l’ha bruciato. La Liegi-Bastogne incorona dunque l’Irlanda, 24 anni dopo Sean Kelly. L’Italia deve ancora attendere (ma per una volta masticano amaro anche Gilbert, Cancellara e Contador). E non è un bel segnale in vista del Giro.

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