Galderisi: «Almeno adesso abbiamo un riferimento»

Allegretti: «Mi aspetto che la gente riempia lo stadio». Viotti: «Una vergogna Io voglio restare ma non dipende da me». Risolto il contratto con il diesse Recchi
Lasorte Trieste 30/10/11 - Triestina Pergocrema,
Lasorte Trieste 30/10/11 - Triestina Pergocrema,

TRIESTE. Non si può proprio dire che la notizia del fallimento della Triestina Calcio sia arrivata nello spogliatoio alabardato come un fulmine a ciel sereno. Staff tecnico e giocatori, infatti, la burrasca la stavano vivendo sulla propria pelle da mesi. Forse, adesso, nella drammaticità della situazione, ci sarà almeno un po’ di chiarezza. Da ieri in tarda serata poi Galderisi è diventato l’unico riferimento tecnico. Antonio Recchi infatti non è più il diesse alabardato. Tra la società, rappresentata dal curatore Turazza, e il dirigente c’è stata una risoluzione consensuale del contratto.

«Eravamo straconvinti che la vicenda societaria sarebbe finita così – dice il tecnico – non avevamo nessun dubbio, visto che vivevamo questa situazione da tempo. È evidente che siamo in grave difficoltà, ma almeno adesso abbiamo un curatore fallimentare con cui parlare, una persona appositamente incaricata per gestire la situazione e con cui rapportarci per esaminare i problemi.

Da parte nostra garantiamo il massimo impegno sul campo, faremo tutto il possibile per fare in modo che avvengano certe cose che ci ripaghino di tutto quello che in questo periodo abbiamo speso fisicamente e mentalmente, oltre che economicamente. Spero che tutti i nostri sacrifici possano essere utili per dare la possibilità di entrare a qualcuno veramente serio, che non faccia chiacchiere ma qualcosa di concreto e di importante. E non solo per arrivare a fine stagione, perché quello rimboccandoci le maniche riusciamo a farlo, ma anche per costruire qualcosa e aprire davvero una nuova strada».

Capitan Allegretti intanto vorrebbe una grande risposta da Trieste: «È una situazione che non si può vivere in maniera serena. Ora c’è un curatore fallimentare che farà anche i nostri interessi, ma preoccupa sapere quanto del nostro dovremo rimetterci, nella speranza che poi subentri qualcuno. Quello che mi aspetto però, è che dopo tante parole i triestini diano domenica una dimostrazione di cos’è Trieste e riempiano lo stadio.

Non deve esserci solo lo zoccolo duro. La società non c’è, ci restano solo i tifosi». Sergio Viotti, intanto, non le manda a dire alla gestione Aletti e parla anche del suo futuro: «Noi dobbiamo tenere tutti questi problemi fuori dallo spogliatoio, anche se è dura. Però abbiamo già dimostrato che sul campo ci dimentichiamo davvero del resto, a dispetto di chi voleva rovinare la nostra identità per fare solo i suoi interessi. È stata una vergogna non aver rispetto per la gente che lavorae anche noi giocatori, che onoriamo la maglia ma vogliamo rispetto. Il mio futuro? Ho richieste in B da Grosseto e Reggina e lo dico chiaramente: la scelta purtroppo non dipende da me. Se il Chievo chiama e mi dice di andare, devo andare. Spero di no, ma se dovesse succedere, partirò a malincuore e a testa alta, avendo sempre onorato la maglia. E ai tifosi dico che domenica allo stadio voglio tantissima gente».

Riccardo Gissi vede un punto di partenza: «Per noi ora non cambia molto, cercheremo di continuare a fare il nostro dovere sul campo. Diciamo che è un possibile punto di partenza per fare chiarezza, sperando che ci venga detto qualcosa sul nostro futuro».

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